Storie di uomini e macchine

Uomini e macchine.

Ci è voluta l’abilità e la competenza di Pino Casamassima, uno degli scrittori di automobilismo più esperti ed appassionati, per dar vita a un’opera particolare come il suo 1000 Miglia. Un libro che non è solo un libro e – se ci viene perdonato il gioco di parole – non è un libro solo. La maratona automobilistica dei milleseicento chilometri (scritto in lettere, sembra rendere ancor meglio la sua lunghezza…) che coprono la distanza tra Brescia, Roma e ritorno – percorsa senza sosta alcuna, resistendo al sonno della notte, e giungendo al traguardo il giorno successivo -, è solo l’occasione per ricordare queste Storie di uomini e macchine, come ben precisa il sottotitolo. Vi è dunque molto di più della storia della Mille Miglia, andata in scena dal 1927 al 1957. Di essa l’autore ricorda la nascita, i motivi (polemici) dei suoi esordi, il suo affermarsi, l’attesa e l’entusiasmo della gente, la rivalità tra scuderie e tra piloti, il crescente interesse da parte dei partcipanti stranieri. I rischi, gli incidenti, le critiche. Le tragedie, le vite degli automobilisti e quelle degli spettatori (persino bambini!) spezzate. E la soppressione definitiva. Decisione necessaria, irrevocabile, opportuna. Le strade comuni di allora non erano certo adeguate per quei bolidi d’acciaio costruiti per viaggiare a velocità inarrestabili. Per giunta in gran parte guidate da persone temerarie, indomite, spericolate.

Storie nella storia.

Casamassima non emette sentenze o giudizi morali sulla competizione. La racconta, ne registra le pericolosità, descrive i duelli. Si limita ai fatti. Il testo si apre con la rivalità emblematica per il mondo dei motori di allora: la Mille Miglia del 1930. Quella dei “fari spenti” di Tazio Nuvolari che vuole sorprendere nell’oscurità il ben più giovane antagonista Achille Varzi. Già questo racconto rappresenta una storia a sé nell’intelaiatura del volume. Un gioiello a se stante, insieme al ricordo dei tre big dell’epoca: i già citati Nuvolari e Varzi, ed Enzo Ferrari. Pagine quasi a sé che rappresentano un valore aggiunto dell’opera, che la illuminano e la inquadrano con ancora maggior precisione e ulteriori preziosi dettagli. L’autore, brillante scrittore e sceneggiatore teatrale, ha costruito un copione letterario efficacissimo procedendo a spirale: introduce un tema, lo abbandona momentaneamente per poi riprenderlo inserendovi nuovi elementi di chiarezza e di approfondimento. Al prezzo di qualche inevitabile (ma non disdicevole) ripetizione.

In presa diretta.

Il lettore non ne esce confuso, ma attratto. Grazie anche alla scrittura appropriata, plastica, incalzante del bravo giornalista. I fan dell’automobilismo – e chiunque voglia saperne di più – in questo libro possono trovare tutto sulla Mille Miglia, anche una sezione in cui viene considerata in maniera particolareggiata anno per anno, ed un’altra dedicata ad ogni singolo vincitore. Un tassello che mancava nel quadro generale di un’ideale storia dell’automobilismo italiano. Leggendo questo 1000 Miglia parrà di essere davanti alla tv e veder sfrecciare quelle antiche vetture supersoniche, con una potenza di cavalli tutt’altro che primordiale, comandate da eroi che facevano fatica a staccare il piede dall’acceleratore. Tutto sommato, meglio gustarle così che essere presenti di persona sul ciglio di una strada sterrata ed esposti a qualche spiacevole imprevisto…

Perché leggere 1000 Miglia di Pino Casamassima:

perché, oltre alla storia della gloriosa e discussa Mille Miglia, vi si trovano le imprese e le personalità dei protagonisti che hanno segnato un’epoca dell’automobilismo.


Titolo: 1000 Miglia
Autore: Pino Casamassima
Editore: Diarkos
Anno: 2023
Pagine: 213

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