Un viaggio nel passato alle radici della pallacanestro

«21 dicembre 1891. Ore 11:30. È questo l’istante preciso che ha segnato la vita di ogni appassionato di pallacanestro in giro per il mondo e di cui ogni anno sarebbe doveroso festeggiare l’anniversario, perché ciò che avvenne nei successivi minuti rivoluzionò letteralmente il futuro dello sport». Il 21 dicembre 1891 si giocò per la prima volta a basket. A Springfield, cittadina americana situata nello stato del Massachusetts. Ad inventare il nuovo sport fu James Naismith, insegnante di ginnastica in un istituto universitario. Il nome “basketball” fu invece proposto da Frank Mahan, uno degli studenti che per primi si cimentarono in quell’attività ricreativa, il cui scopo era riuscire a mandare una palla (in inglese ball) dentro un cestino (basket) posizionato all’estremità del campo e ad un’altezza di 3,05 metri dal pavimento. Queste e tante altre informazioni storiche sono contenute nel libro Ancient Hoops (“Antichi cerchi”) scritto da Gabriele Ferrè.

Ricerca.

Il giovane (classe 1996) scrittore lombardo ha svolto un ottimo lavoro di ricerca, sintetizzato in centosessanta pagine arricchite da alcune immagini d’epoca. Non è la prima volta che ci capita di leggere un libro dedicato a James Naismith, padre fondatore della pallacanestro. Nel 2019, ad esempio, i giornalisti Alessandro Mamoli e Michele Pettene hanno pubblicato Basketball journey, che racconta il loro viaggio in visita ad alcuni luoghi storici del basket USA, in primis la vecchia casa di Naismith ed il cimitero in cui il “Doc” riposa in pace dal 1939. In Ancient Hoops, Gabriele Ferrè approfondisce in maniera più specifica la figura del baffuto professore canadese. Ci parla della sua adolescenza, della sua formazione morale e di come, all’età di trent’anni, sia arrivato ad inventare le regole della pallacanestro. Il processo non è stato facile. Naismith aveva bisogno di un gioco che si potesse svolgere al chiuso, in vista della rigida stagione invernale. Era inoltre alle prese con una classe molto irrequieta, composta da ragazzi desiderosi di sfogarsi in maniera divertente.

Diffusione.

Diversi tentativi andarono a vuoto, prima dell’idea vincente. Nel prosieguo del libro, Ferrè descrive lo sviluppo del gioco nei primi anni del Novecento: i cambiamenti apportati al regolamento, l’evoluzione delle attrezzature come la palla, i canestri e i campi da gioco. Poi si passa a come il basket si sia diffuso al di fuori dei confini americani, prima nei territori più vicini (Canada, Alaska, Sudamerica) e poi anche oltre l’Oceano Pacifico, fino all’Europa e all’Asia. Nel 1936, infine, la pallacanestro fu ammessa alle Olimpiadi per la prima volta e definitivamente riconosciuta come sport di tutti e per tutti. In questo percorso di divulgazione, un ruolo centrale lo giocò la Young Men’s Christian Association (YMCA), l’organizzazione di cui Naismith faceva parte e che trasportò la sua idea rivoluzionaria in giro per il mondo. Oggi tantissime persone devono molto al professor James e ai suoi primi “discepoli”: il libro di Gabriele Ferrè è certamente un ottimo modo per conoscerli meglio e tenerne viva la memoria. Consigliamo dunque la lettura a tutti gli amanti della palla a spicchi.

Perché leggere Ancient Hoops di Gabriele Ferrè:

per conoscere nel dettaglio le origini della pallacanestro.


Titolo: Ancient Hoops
Autore: Gabriele Ferrè
Editore: Youcanprint
Anno: 2021
Pagine: 163

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