Il fumetto che racconta il basket

Si può scrivere un grande libro sul basket senza essere appassionati di basket e avendoci giocato solo sporadicamente in gioventù? Sì, si può, se ti chiami Gene Luen Yang, sei un grande fumettista e lavori in un liceo dove il basket catalizza l’attenzione di tutta la scuola. Il grande libro in questione è Dragon Hoops (Tunué, 2020), un fumetto di oltre 400 pagine che racconta la stagione dei Dragons, squadra di pallacanestro della Bishop O’Down, high school cattolica di Oakland, in California. A realizzarlo un docente della scuola stessa, insegnante di informatica ma pure autore di fumetti, Gene Luen Yang. Che sarebbe poi uno dei più apprezzati fumettisti statunitensi, tanto che nel 2016 fu nominato ambasciatore della letteratura per ragazzi dalla Biblioteca del Congresso americano. Con Dragon Hoops, del quale ha realizzato sia i testi sia i disegni, Yang ha vinto l’Harvey Award come miglior fumetto dell’anno, ottenendo così la sua definitiva consacrazione. In patria l’opera è diventata un vero e proprio best seller, e va ringraziata tunué per averla tradotta e portata sul mercato italiano.

Metanarrazione.

Il fumetto racconta dell’autore del fumetto che scrive il fumetto. Sì, avete letto bene, non c’è alcun errore. Dragon Hoops è un caso di metanarrazione, dove l’autore è tra i protagonisti del romanzo, nel quale veste i panni di se stesso che raccoglie materiale per la stesura del fumetto che il lettore sta leggendo. Insomma, l’atto della realizzazione dell’opera è esso stesso oggetto del racconto di Gene Luen Yang. E così per oltre 400 pagine il lettore segue il signor Yang tra i corridoi e la palestra del liceo, alla ricerca di informazioni sul passato e sul presente dei Dragons, attraverso incontri, colloqui e interviste. Yang non è un amante della pallacanestro, ma rimane affascinato da ciò che il basket significa nelle vite di tanti, e giorno dopo giorno se ne appassiona sempre più.

Basket ma non solo.

Va bene per i più esperti di basket, Dragon Hoops, perché narra una storia di pallacanestro giovanile tipicamente americana con il fascino che ne consegue; ma va bene anche per chi è a digiuno di basket, perché l’approccio allo sport con la palla a spicchi è graduale, tanto che nel corso della narrazione vengono fornite nozioni di storia della pallacanestro. Ma sarebbe senz’altro limitante definirlo un romanzo a fumetti sullo sport, perché l’opera ha i tratti dell’autobiografia (è affascinante vedere come lavora Yang, come procede nella stesura di un’opera, come vive momenti di dubbio e di scoraggiamento, come si confronta con la moglie), ma soprattutto perché raccontando una squadra di basket l’autore ci porta a conoscere le persone che la compongono e che ci girano intorno. E così leggere Dragon Hoops è un po’ come entrare in quelle serie tv ambientate al liceo: in una pagina si è in mensa, in quella dopo ci si ritrova sulle tribune della palestra, e in quella ancora dopo eccoci seduti a seguire una lezione in un’aula, sempre circondati da persone, sempre facendo nuovi incontri, diventando giorno dopo giorno parte di una grande famiglia. Un’immersione nella vita della Bishop O’Down possibile anche grazie allo stile di disegno essenziale di Yang, valorizzato dai colori di Lark Pien, che rende la lettura estremamente piacevole sotto l’aspetto grafico, dando vita a un connubio vincente tra testi e disegni, che sta alla base di ogni graphic novel di successo.

Perché leggere Dragon Hoops di Gene Luen Yang:

perché è un viaggio attraverso tre dimensioni parallele: la nascita di un fumetto, l’avventura di una squadra di basket, la vita di un liceo.


Titolo: Dragon Hoops
Autore: Gene Luen Yang
Editore: Tunué
Anno: 2020
Pagine: 448

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