Giuliano Giuliani, più solo di un portiere – Paolo Tomaselli
Una carriera nell’oblio
Libro-inchiesta.
Impeccabile il libro-inchiesta Giuliano Giuliani, più solo di un portiere, scritto da Paolo Tomaselli che ripropone le disavventure di uno dei più forti portieri degli anni ‘80. Un testo ineccepibile da ogni punto di vista. A partire dalla motivazione e dall’intento, fino all’intensità della sua realizzazione, documentata e struggente. Si vuole fare chiarezza, restituire dignità, strappare dall’oblio una vicenda umana e sportiva che il mondo del calcio in tutte le sue componenti (giocaori, giornalisti, addetti ai lavori) ha più o meno volutamente rimosso. Un po’ tutti si sono distinti per il silenzio, il distacco, l’imbarazzo. Senz’altro dovuto all’iniziale sconcerto per la malattia del protagonista. Un silenzio diventato successivamente tacita censura, se non addirittura sottinteso giudizio. A partire da queste premesse l’apprezzabile lavoro del giornalista Paolo Tomaselli appare ancora più lodevole. C’è tutta la carriera di Giuliano, “Giulio” per gli amici, ripercorsa per filo e per segno in tutti i suoi passaggi principali: Arezzo, Como, Verona, Napoli, Udinese. Precisando il suo temperamento e la sua personalità, le buone relazioni e le amicizie con i compagni, gli allenatori che lo stimavano e quelli che non lo ritenevano all’altezza, gli interessi extra calcistici e le sue iniziative commerciali.
Chiaroscurità.
Si tratta di una biografia onesta, tesa a non esaltare e a non calcare la mano. Il libo descrive in modo completo il carattere di Giuliano, ne scava l’anima, lo rende vivo, reale, vero. La sua storia è presentata a partire dal contesto della sua complicata famiglia che – praticamente abbandonandolo a se stesso fin da piccolo – gli ha costantemente creato problemi e non gli ha mai trasmesso la necessaria serenità. Grazie al calcio (e agli affettuosissimi zii coi quali è cresciuto) il portiere ha acquisito maturità, equilibrio, fiducia in se stesso. Un bagaglio psicologico che gli ha permesso di sfondare e di imporsi con prestazioni convincenti, fino a contendere il primato di miglior numero 1 ai più quotati colleghi di allora: Zenga, Tacconi, Pagliuca, per citare i principali. Nello sport visse giorni memorabili (tipo quelli del secondo scudetto del Napoli, nel 1990) e serate favolose (come la conquista della Coppa Uefa 1989, sempre col Napoli, con suoi interventi decisivi). Un biennio d’oro a cui sono però seguiti eventi funesti, sconvolgenti, devastanti. La persecuzione della sfortuna, l’accusa di spaccio di droga, la scoperta della sieropositività. La conseguente separazione voluta dalla moglie, i sospetti e l’ostracismo da parte dei colleghi, l’abbandono di tanti. Incidenti a ripetizione, condizioni di salute sempre più precarie, il fisico – nonostante il suo coraggio e la sua voglia di lottare – fiaccato da quella che in quegli anni fu definita la “peste del secolo” (l’Aids), hanno interrotto il brillante percorso sportivo di Giuliani e posto fine alla sua tumultuosa esistenza.
Ammiratore a oltranza.
Il libro è intriso di affetto e ammirazione per un campione non sempre capito e valorizzato. Tra i suoi estimatori, fin dai tempi in cui difendeva la porta del neo-scudettato Verona, un portierino di una squadra di ragazzini impegnati in un anonimo campionato locale, nella provincia veneta: proprio il piccolo Paolo Tomaselli, che all’età di otto anni aveva già idealmente indirizzato una lettera di stima a Giuliano (lettera-biglietto riportata nelle prime pagine del suo lavoro). Non gli è più uscito dal cuore, diventando anzi per lui motivo di ispirazione e di identificazione. L’autore frequentava il liceo quando ha appreso la notizia della prematura scomparsa del suo idolo. Dispiacere, desiderio di capire, esigenza di chiarimenti, analisi delle evidenze. Volontà tenace di sciogliere i nodi di una vicenda fatta di chiaroscuri, malintesi, pregiudizi; abbandoni, rimozioni, disinteresse. Giuliano Giuliani, più solo di un portiere è dunque un lungo, intenso, penetrante viaggio tra i luoghi e gli affetti del “portiere di Maradona”, alla ricerca dei pochi amici che non lo hanno mai lasciato e di quelli che – impauriti e prevenuti, dopo la conferma del contagio da HIV – gli hanno riservato indifferenza e insensibilità. Un pellegrinaggio intento a raccogliere voci e testimonianze durato due anni e mezzo. Il risultato di tanto impegno è la ricostruzione scrupolosa, appassionata e commovente di un’esperienza per certi versi esaltante, ma tragica ed incredibile quanto all’epilogo. Preziose e indicative le parole di quanti hanno voluto affidare allo scrittore un ricordo, un rimpianto o un rimorso. Insieme alle scuse che oggi, a distanza di tempo, suonano purtroppo stentate e tardive.
Perché leggere Giuliano Giuliani, più solo di un portiere di Paolo Tomasello:
perché è un libro appassionato e coinvolgente, che centra il suo obiettivo.
Titolo: Giuliano Giuliani, più solo di un portiere
Autore: Paolo Tomaselli
Editore: 66thand2nd
Anno: 2022
Pagine: 196
