Almanacco illustrato di calciatori mai arrivati in nazionale

Nel panorama dei libri di sport, sempre più vasto come potete vedere, ce ne sono alcuni che spiccano per la loro singolarità. Tra questi rientra Nazionali senza filtro, lanciato a fine 2020 dall’editore Freccia D’Oro che punta soprattutto su scrittori emergenti. In questo caso gli autori sono due: Pierluigi Larotonda, che ha curato il testo, e l’illustratore Luca Lucherini che si è occupato delle immagini. Si tratta di un «almanacco sportivo di storie e scelte», in cui i protagonisti sono sessantuno calciatori di talento che, per un motivo o per l’altro, non sono mai (o quasi) riusciti a vestire la maglia della Nazionale. Quante volte abbiamo sentito dire a un giocatore che «l’azzurro è un sogno che si avvera»? Eppure sappiamo bene che i sogni possono anche rimanere tali e non avverarsi. Nazionali senza filtro parla proprio di questo: speranze rimaste nel cassetto, treni mai passati, “rospi” che non sono diventati principi… azzurri.

Figure nascoste.

Per certi versi questo libro sembra l’equivalente di Una vita da mediano, famosa canzone di Luciano Ligabue, scritta per coloro che in campo si sacrificano ma che non interessano alle luci della ribalta. Solo che nel brano del “Liga” il mediano protagonista è Lele Oriali, che arriva anche a vincere i Mondiali; mentre per gli eroi di Pierluigi Larotonda la casacca dell’Italia rimane un tabù, spesso più per decisioni altrui che per demeriti personali. Lo sport è pieno di queste figure “nascoste” o dimenticate. Nel calcio, le convocazioni per la Nazionale maggiore fanno sempre discutere. Per la Coppa del mondo, che si tiene ogni quattro anni, l’idea è che… ventitre su mille ce la fanno. Ebbene: Larotonda e Lucherini chiamano a raccolta gli altri, i novecentosettantasette esclusi, e intonano anche per loro l’inno di Mameli. A ciascun “eletto” sono dedicate due pagine: una con un breve testo scritto e un’altra con un ritratto stilizzato. La grafica di Luca Lucherini risulta semplice e piacevole, con volti in bianconero e dettagli colorati, mentre la prosa di Pierluigi Larotonda è punteggiata di richiami letterari e lievemente romanzata.

Vecchi amici.

Il libro si legge molto in fretta e può essere adatto anche ai più giovani. I giocatori sono presentati in ordine alfabetico ma rispetto al nome di battesimo, non al cognome. Si va dalla A di Adriano Bassetto alla W di Walter Novellino, e forse anche questo è un espediente con cui gli autori cercano di “fraternizzare” coi loro personaggi. Per tutti c’è una bella parola, un elogio poetico, un dato statistico. Tra le pagine (134) troverete nomi conosciuti ed altri più misteriosi, anche parecchio indietro nel tempo: potrà senz’altro capitarvi di fare una pausa per cercare su internet questo o quel calciatore. Qualche chicca? C’è il calciatore che vinse due scudetti “anomali” di fila (Fiorentina ’69 e Cagliari ‘70), o quello che sollevò tre Coppe UEFA con maglie differenti. E poi idoli di provincia (Piras), campioni sfortunati (Di Bartolomei), portieri scorbutici (Sebastiano Rossi), fantasisti lunatici (Beccalossi), baffi leggendari (Palanca) e chi più ne ha ne metta. È insomma una lettura che fa un po’ l’effetto di una caramella alla menta: breve ma intensa, originale e certamente godibile per tutti gli appassionati di calcio.

Perché leggere Nazionali senza filtro di Pierluigi Larotonda:

perché in fondo è bello che ogni tanto qualcuno pensi anche agli “esclusi”; per conoscere di sfuggita calciatori forse dimenticati.


Titolo: Nazionali senza filtro
Autore: Pierluigi Larotonda
Editore: Freccia D’Oro
Anno: 2020
Pagine: 134

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