Pallone entra quando Dio vuole – Danilo Crepaldi

Vita, aforismi e miracoli di Vujadin Boskov

di Andrea Rossetti

Ci sono volti che raccontano già tutto. Quello di Vujadin Boskov era uno di questi. Uno sguardo pacioso, da zio (non a caso per molti era ed è «zio Vuja»), dal quale però filtrava acume, intelligenza. Le sue rughe, quelle con cui siamo abituati a ricordarlo, parevano lì da sempre. Del resto, quando nasci nel 1931 a Begec, piccolo paesino della oggi Serbia, ex Serbia e Montenegro, ex Jugoslavia, la vita le rughe te le fa venire per forza. Pallone entra quando Dio vuole. Vita, aforismi e miracoli di Vujadin Boskov di Danilo Crepaldi (Urbone Publishing, 324 pp.) è un libro che ripercorre quelle rughe, ne traccia i contorni, le ridisegna e ce le riconsegna per quelle che erano: la vita di un uomo che ha amato davvero il calcio e che, con la sua eleganza e la sua intelligenza, ad esso ha sempre restituito tutto ciò che da esso ha avuto.

Alle origini di Vujadin. Parte da lontano, questo libro. Parte dal “Vujke” bambino, dai bagni nel Danubio, dalle ore passate a rincorrere un pallone con il fratello Aca e gli amici di Begec. Per capire Boskov, pare quasi dire (ma senza dirlo) Crepaldi, bisogna partire da lì. Dalla sensibile severità del padre Bosko e dallo sguardo amorevole di mamma Marija, ma anche dal dolore immenso per la perdita del fratello. Nel libro, sebbene questo momento arrivi già nelle prime pagine, l’evento si percepisce come una sorta di epifania. Boskov perde il fratello, l’amico, il modello. E capisce che il calcio, per lui, sarà qualcosa di più di un semplice gioco, per sempre. In tal senso, è particolarmente indicativo il momento in cui il padre calcistico di Vujadin, ovvero il suo primo allenatore al Vojvodina, Branislav “Bane” Sekulic, va a parlare con il padre, fortemente contrario alla carriera calcistica del figlio. «Vujadin potrà giocare a calcio solo se sarà bravo a scuola», acconsente alla fine Bosko. E Vujadin prenderà alla lettera quelle parole, diventando non solo un ottimo calciatore, ma anche un appassionato studioso (e dottore) di storia.

Dietro il calcio, l’uomo (o il santo?). Calcisticamente parlando, Pallone entra quando Dio vuole ripercorre la lunga carriera di Boskov, prima sui campi da gioco e poi in panchina. Ci accompagna alla scoperta di un personaggio che, in realtà, spesso viene colpevolmente confinato ai meravigliosi aforismi che ci ha regalato, figli di una visione del mondo tanto semplice quanto razionale e intelligente. Boskov è stato un grande centrocampista prima e un grandissimo allenatore poi, capace di vincere più o meno ovunque (non solo alla Samp, ma anche al Real Madrid, nel “suo” Vojvodina e in Olanda). Ma a spiccare nella narrazione è, comprensibilmente, il lato umano di Boskov. Anche se, forse, si esagera un po’: più che un dipinto del grande allenatore, ne esce un santino, un’immagine quasi perfetta e priva di pieghe (confermata anche da quel «…e miracoli» del titolo). Un’immagine intonsa che un po’ stona con tutta l’umanità di Vujadin. E l’umanità, essendo appunto umana, è per forza di cose imperfetta.

Oltre gli aforismi. Resta comunque un libro godibile, che fila bene e che regala aneddoti poco noti su di un personaggio che del calcio ha scritto pagine di storia importanti. A cinque anni dalla morte di Boskov, serviva un’opera di questo tipo, che gli rendesse onore e andasse oltre le frasi a effetto e i ricordi. Che anche in Pallone entra quando Dio vuole restano comunque presenti grazie alle interviste di Crepaldi a familiari, ex calciatori e amici di Boskov. Ma queste, così come gli aforismi, sono la cornice, non il quadro. Ed è una cosa bella. Una cosa giusta. Proprio come lo era Boskov.

Perché leggere Pallone entra quando Dio vuole: perché serve a ricordarci che per essere dei veri campioni bisogna innanzitutto essere dei grandi uomini. E che per essere grandi uomini bisogna lasciare che la vita ci attraversi, solcando con profonde rughe i nostri visi.

Titolo: Pallone entra quando Dio vuole
Autore: Danilo Crepaldi
Editore: Urbone Publishing
Anno: 2018
Pagine: 324