La più piccola delle Williams, la più grande di tutte


Pazza idea.

Virginia Ruzici! Chi era costei? Un’ex tennista rumena, campionessa al prestigioso Torneo di Francia nel 1978, divenuta poi agente di colleghi più giovani. Leggenda narra che fu guardandola trionfare, ed intascare un cospicuo premio in denaro, che un signore della Louisiana di nome Richard Williams decise il destino dei suoi futuri figli. Sarebbero diventati giocatori di tennis, vincenti e milionari. E se fossero state donne, idem. Fu così che le piccole Venus (17 giugno 1980) e Serena (26 settembre 1981) Williams non nacquero femminucce ma già predestinate. Non poteva che cominciare da qui anche il libro di Vincenzo Martucci, per anni inviato della Gazzetta dello Sport al seguito del tennis. A fine 2019, il giornalista napoletano ha deciso che era giunta l’ora di mettere nero su bianco la storia della sorella più piccola, Serena, diventata nel frattempo La regina del tennis. L’opera, confezionata dalla casa editrice kenness (peccato per i diversi errori di battitura), sfiora le 150 pagine e si compone di dieci capitoli e un’appendice statistica. A proposito: se è vero che le cifre non dicono tutto di uno sportivo, quelle di Serena Williams risultano tra le più eloquenti.

Storia infinita.

I traguardi che ha raggiunto in un ventennio abbondante, tra il 1997 e il 2019, sono impressionanti per quantità e qualità e la iscrivono di diritto nell’olimpo del tennis. Senza contare che, nel momento in cui Martucci ha terminato il suo libro, la storia non è ancora finita. Perché la regina non si è fermata neanche dopo l’arrivo della prima figlia, Olympia, nata nel settembre 2017: cinque mesi dopo, nonostante un post parto più che travagliato, era già in campo con la nazionale USA! Non che la sorella maggiore sia stata da meno, avendo imparato a convivere con la sindrome di Sjogren che l’ha costretta a rivedere le proprie ambizioni. Mamma Serena invece non ne vuole sapere e anche nel 2019 ha proseguito la sua corsa verso un’ultima zampata nella leggenda: i 24 titoli nello Slam, il circuito che raggruppa i 4 tornei più importanti (Melbourne, Francia, Londra e New York). Ne ha vinti 23, gliene manca uno per agguantare il record di Margaret Smith Court che giocò tra gli anni Sessanta e Settanta. Impresa difficile, ma mai scommettere contro le Williams.

Tante dimensioni.

Nel frattempo possiamo gustarci ciò che è stato e il libro di Martucci rappresenta un’utile e accessibile strumento di ripasso. Il racconto non segue l’ordine cronologico ma tocca tutte le principali tappe del percorso; più che di una biografia vera e propria si tratta di un’analisi del fenomeno Serena inquadrato nelle sue varie dimensioni. C’è la giocatrice, un’aliena sul pianeta tennis femminile. Ma anche la sorella-complice, la ragazzina del ghetto e la donna isterica, alle prese con un corpo e un carattere indomabili. C’è la persona alla ricerca delle sue origini. La voce nel sociale, l’icona della moda, la star del gossip. E poi c’è sempre la figlia devota ai genitori, artefici della sua formazione sportiva ed umana. Tutti questi aspetti sono confluiti, in misura più o meno maggiore, nel gioco e nella mentalità di Serena facendone una campionessa unica e globale. Chissà che un giorno, guardandola, un futuro padre di famiglia non possa avere la stessa pazza idea del signor Richard Williams.

Perché leggere Serena. La regina del tennis di Vincenzo Martucci:

perché è il primo libro italiano su Serena, scritto da chi l’ha seguita per anni; perché evidenzia il grandissimo impatto della Williams nel tennis e non solo.



Titolo:
Serena. La regina del tennis
Autore: Vincenzo Martucci
Editore: Kenness
Anno: 2019
Pagine: 138

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