Tadej Pogacar. Il predestinato – Beppe Conti
Dalla Slovenia ai trionfi: l’uomo e il campione
Tra le sette stelle più grandi.
L’inesauribile Beppe Conti, firma storica del ciclismo, conoscitore e rivelatore di segreti e curiosità del mondo delle due ruote, pensava di averle viste tutte osservando da vicino da una quarantina d’anni i ciclisti in sella. E invece… Nel suo Tadej Pogacar. Il predestinato, l’esperto giornalista riconosce che l’eclettico atleta sloveno ha fatto rivivere, a lui e a tutti noi, l’epopea dei grandissimi, delle leggende, degli eroi della bicicletta. Non a caso, nell’appendice del suo libro colloca Tadej tra “Le sette stelle più grandi”, annoverandolo tra coloro che egli ritiene siano stati i migliori: Fausto Coppi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Gino Bartali, Alfredo Binda, Jacques Anquetil, Felice Gimondi. E Pogacar non è certo a fine carriera, né per età anagrafica, nè per carenza di motivazioni o mancanza di stimoli. Il libro, inutile dirlo, è una marcia trionfale, un crescendo rossiniano, un concerto di ripetuti assoli. Con Pogacar sempre protagonista in ogni corsa a tappe, in gare di un giorno, su ogni tipo di circuito e con ogni tipo di difficoltà. A partire dal Tour vinto nel 2020, ancora giovanissimo (era diventato professionista soltanto l’anno prima), finendo con la conquista del Giro di Lombardia. Di Tour de France, fino al 2025, ne ha conquistati quattro e di Giri di Lombardia ben cinque (come Fausto Coppi). Il suo palmarès è già stratosferico, epico, ineguagliabile.
Campione dei Campioni.
Fenomeni di questo calibro ne nascono di rado, e sono fortunate quelle generazioni di tifosi che hanno il privilegio di ammirare fuoriclasse simili in azione. Noi siamo tra costoro, trascinati da un entusiasmo contagioso alimentato dalle gesta e dalle imprese strabilianti di questo protagonista implacabile. Nel caso di Pogacar ci troviamo di fronte ad una personalità dal valore sportivo unico: riconoscimento sancito dalla testata francese L’Equipe, che nel 2025 lo ha eletto Campione dei Campioni di tutti gli sport. Non solo miglior ciclista (sarebbe stato troppo scontato), ma uomo di sport migliore in assoluto, superiore ai tennisti Alcaraz e Sinner, al calciatore Dembelè, all’astista mondiale Duplantis. Premiate la forza, il talento, la continuità dello sloveno. Beppe Conti mette bene in evidenza la progressione di una carriera prodigiosa. Facile per lui, da ottimo cronista qual è, riprendere anno per anno gli inizi, l’ascesa, la consacrazione, l’incessante spettacolo fornito ad ogni gara e ad ogni kermesse: Giri d’Italia, Tour, Parigi-Roubaix, Milano-Sanremo, Europei, Mondiali, Olimpiadi. Uno strapotere che rende ancor più semplice il lavoro dell’autore nel raccontare, decantare, onorare, tributare i dovuti elogi.
A un passo dalla leggenda.
Il libro è diviso in una trentina di capitoli sintetici, nei quali il lettore potrà ritrovare tutte le vittorie (fino al 2025 compreso), i grandi risultati, il carisma, il carattere, la saggezza di Tadej: “Dalla Slovenia ai trionfi: l’uomo e il campione”, dice infatti il sottotitolo. La sconfinata conoscenza della materia e la lunga frequentazione dell’ambiente aiutano Beppe Conti a sbloccare ricordi e cimentarsi in paragoni, lanciarsi in giudizi, sottolineando le caratteristiche uniche di una classe sopraffina come quella dello sloveno. Così, presentando il suo protagonista, l’autore viaggia indietro nel tempo facendo emergere episodi e momenti particolari del ciclismo passato. Antiche avventure di mitici dominatori delle strade, messe a confronto con il radioso presente di questo inafferrabile ragazzone. Al culmine di una parabola che non vuol saperne di frenare e che non accenna ad esaurirsi. Il futuro è di Tadej Pogacar, incontrastato e vincente ancora per molto. Anche se, a ben vedere, non gli resta gran che da fare per entrare nella leggenda.
Perché leggere Tadej Pogacar. Il predestinato di Beppe Conti:
per rivivere le vittorie dell’ultimo grande fenomeno del ciclismo.
Titolo: Tadej Pogacar. Il predestinato
Autore: Beppe Conti
Editore: Diarkos
Anno: 2026
Pagine: 273