L’autobiografia di Christian Vieri


Se Christian Vieri è diventato quel che è diventato -uno dei migliori attaccanti della sua epoca- lo dobbiamo soprattutto a… due nonni. Anzitutto il suo, Enzo, che per primo gli suggerì l’idea di diventare un calciatore vero. Ma anche Rodolfo Becheri, nonno di un altro calciatore toscano (Alessandro Diamanti): fu lui a dare al giovane Bobo la prima opportunità, nella squadretta locale del Santa Lucia (un quartiere di Prato). Da lì in poi Christian Vieri non si è più fermato, migliorandosi costantemente e scalando tutti i gradini del calcio italiano e internazionale. I suoi numeri parlano chiaro: 142 gol in Serie A, 23 in Nazionale. Un calciatore indiscutibile, eppure sempre capace di far discutere. Forse per la sua abitudine a cambiare continuamente maglia, fatta eccezione per il periodo all’Inter (1999-2005). Forse per i contratti faraonici che ha sempre saputo ottenere e che per la verità, alla prova dei fatti, si è quasi sempre meritato. O forse per il suo carattere esuberante e schietto, che emerge chiaramente anche nell’autobiografia Chiamatemi bomber, scritta nel 2015 assieme al giornalista della Gazzetta Mirko Graziano. 

Sfortuna. 

È un libro divertente, infarcito di battute e aneddoti simpatici, che ripercorre il percorso di Bobo dai primi calci in Australia fino al ritiro ufficializzato nel 2009. Una carriera ricchissima di prodezze e di soldi, ma per altri versi ingiustamente povera. All’Inter ad esempio, Vieri ha offerto la fetta più importante dei suoi gol (123, mai sotto i 13 in sei campionati diversi), riuscendo a cavarne solo una Coppa Italia. Oppure in Nazionale: non possiamo dimenticare che è stato lui a trascinare gli azzurri in due Mondiali (1998 e 2002, 9 reti complessive). Ma in entrambi i casi l’Italia è andata a sbattere, e quando poco dopo è riuscita a vincere (2006) Bobo non c’era perché infortunato (come a Euro 2000, altro treno perso). Ma sarebbe un errore ricordare il numero 32 solo per le sue “grandi assenze”. Vieri è sempre apparso come un centravanti formidabile dalla personalità poco diplomatica: che si trovasse a tu per tu col miglior portiere o nell’ufficio del suo presidente, non è mai indietreggiato né le ha mandate a dire. Perché è così che fanno i veri “bomber”: se c’è da tirare una bordata, non guardano in faccia nessuno. O quasi.

Bomber. 

Il libro riflette questa immagine, restituendoci un Vieri generoso e diretto, talvolta anche fino all’esagerazione in entrambi i sensi. Ci sono le esperienze sul campo, raccontate in modo molto sommario, e gli incontri/scontri più significativi al di fuori del rettangolo di gioco. Chiamatemi bomber è diviso in tre sezioni: la prima riguarda le squadre di club, la seconda la Nazionale e la terza… tutto il resto, ovvero «Quello che un bomber deve fare»; qui Vieri ricorda le donne più importanti della sua vita (prima della moglie Costanza Caracciolo, sposata nel 2019), sempre con un buon mix di sintesi e sincerità. Brevi ma significativi anche i contenuti extra: le testimonianze di tre allenatori (Cesare Maldini, Emiliano Mondonico, Rosario Rampanti) e due lettere firmate da Bobo. La prima rivolta a Checco, amico prematuramente scomparso; la seconda per nonno Enzo, il più affettuoso talent scout della storia.

Tutti i gol di Christian Vieri con l’Inter.

 

Perché leggere Chiamatemi Bomber di Bobo Vieri:

perché è una lettura agile e frizzante; perché la carriera di Vieri va ricordata. 


Titolo: Chiamatemi Bomber
Autore: 
Christian Vieri (con Mirko Graziano)
Editore: 
Rizzoli
Anno: 
2015
Pagine:
251

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