La storia di Carlo Carcano, calciatore e allenatore

Pregevole il lavoro di Paul Grech, un pamphlet lodevole per l’intenzione, oltre che per la riuscita. Il genio dimenticato del calcio italiano è Carlo Carcano, un calciatore e un allenatore non solo dimenticato, ma volutamente censurato e seppellito nell’oblìo. Praticamente da parte di tutti, a tutti i livelli del mondo sportivo. Le cento paginette di Grech hanno dunque il merito di togliere dopo tanti anni la polvere sedimentata – o fatta sedimentare – sulla carriera e sulla figura di Carcano. Certo, è un personaggio nato nel 1891 e scomparso nel 1965, appartiene a una generazione di atleti lontani nel tempo e dei quali non è usuale parlare, se non in circostanze di anniversari o di particolari ricorrenze. Ma su Carcano il velo del silenzio, della dimenticanza e dell’imbarazzo era sceso da subito.

Un percorso da record.

Stiamo parlando dell’allenatore della Juventus che nei primi anni ’30 lottava per la conquista del quinto scudetto consecutivo (il record che vari decenni dopo sarà raggiunto da Massimiliano Allegri): esattamente in quel momento fu rimosso dall’incarico in modo sbrigativo e inspiegabile. Spiegazioni ufficiali, né fornite né richieste da nessuno. E non si trattava certo di uno sportivo dal curriculum incolore e mediocre. Il libretto che l’autore gli dedica – che avrebbe meritato miglior veste grafica – ricorda i suoi esordi di calciatore e le tante vicissitudini professionali, oltre alla realtà calcistica di quei tempi che faceva intravedere timidi bagliori di modernità. Ancor più, tratta la filosofia di gioco di Carcano e la sua capacità di gestire lo spogliatoio, per certi vertici antesignana e lungimirante. Paul Grech ripercorre l’intera parabola sportiva di Carcano. A partire dall’esperienza diretta di calciatore (dal 1912 al 1926, con il felicissimo periodo in cui ha militato nella storica squadra dell’Alessandria) alla successiva fase che lo ha visto allenatore e protagonista vincente, con le significative innovazioni da lui apportate negli schemi di gioco. Senza dimenticare che Vittorio Pozzo, suo grande estimatore, lo volle come vice allenatore della Nazionale (composta in gran parte da juventini) quando vinse il suo primo Campionato del mondo.

Esonero e oblìo.

Allontanato, punito, emarginato, perché? Lo approfondirà il lettore con gli spunti che l’autore fornisce anche su questo punto. Nel dicembre del 1934 la società bianconera, per bocca del vicepresidente Giovanni Mazzonis, con un secco comunicato informò che Carlo Carcano non era più considerato a disposizione e che i medici gli avevano prescritto un periodo di riposo. La verità? Mai chiarita. L’allenatore sembra avesse modi troppo gentili, non si era mai sposato e amava vestirsi alla moda. Dicerie nell’ambiente, sospetti, illazioni e… una giacca di pelle che egli dava l’impressione di ostentare, hanno fatto sì che membri del regime fascista consigliassero i vertici del club torinese di esonerarlo senza giustificazioni, prima che potesse esplodere il temuto scandalo. Nessun chiarimento, dunque. E nessuna autodifesa da parte dell’interessato, che continuò comunque ad allenare con alterne fortune ricominciando dalla serie B. Non gli fu mai reso l’onore delle sue imprese sportive e neanche vide del tutto riconosciuto il proprio valore. Paul Grech ha compiuto un gesto di onestà, oltre che di gratitudine. La sua opera, minuscola, essenziale e documentata, è apprezzabile per il recupero e la riabilitazione di chi ha contribuito a traghettare il calcio verso i primi tentativi di modernità.

(Post Scriptum: a pagina 87, la vera storia della giacca di pelle…)

Perché leggere Il genio dimenticato del calcio italiano di Paul Grech:

perché è un doveroso tributo a chi ha contribuito a scrivere pagine storiche del calcio italiano; per la completezza, l’essenzialità e l’esaustività della trattazione.


Titolo: Il genio dimenticato del calcio italiano
Autore: Paul Grech
Editore: Urbone Publishing
Anno: 2021
Pagine: 98

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