Come l’Arabia Saudita ha comprato lo sport e il mondo

Simone Inzaghi, Jannik Sinner e Mohammed bin Salman dominano la copertina di questo libro pubblicato da 66thand2nd. Il testo, però, non è il classico racconto sportivo della sempre ottima casa editrice romana, bensì James Montague firma un’inchiesta giornalistica che ci conduce nel complesso intreccio di interessi, potere e denaro che si cela dietro l’ascesa dell’Arabia Saudita nello sport mondiale degli ultimi dieci anni.

Giornalista britannico che ha collaborato, tra gli altri, con il New York Times e la CNN, Montague non è nuovo a opere capaci di intrecciare sport, società e politica. Per la stessa 66thand2nd aveva già pubblicato un’approfondita indagine sulla cultura ultras mondiale. In questo libro accompagna il lettore, attraverso gli strumenti del reportage, alla scoperta della storia che ha segnato l’irruzione dei petrodollari sauditi nel sistema sportivo internazionale.

Le coordinate spazio-temporali sono ben definite: il racconto prende avvio dalla Newcastle del 2022, filo rosso che attraversa l’intera opera, per arrivare fino al Mondiale per Club del 2025, disputato negli Stati Uniti e vinto dal Chelsea.

Business e trofei vs diritti umani.

Nel corso dei dieci capitoli del libro, Montague accompagna il lettore in un viaggio attraverso tappe nette si parte infatti con l’assegnazione dei Mondiali del 2034 al Regno e con la trasformazione del Newcastle United, storico simbolo della classe operaia inglese, in una delle realtà più ambiziose della Premier League sotto la guida di Yasir Al-Rumayyan.

Capitolo dopo capitolo emergono nuovi fronti di irruzione sportiva: la nascita della LIV Golf, l’espansione nel settore dei videogiochi sportivi, l’investimento crescente nella boxe e perfino l’inaspettato legame con lo snooker. Discipline diverse, contesti lontani tra loro, ma unite da una trama comune che Montague ricostruisce con precisione giornalistica e spirito investigativo.

A fare da contorno a tutte queste storie sono due sigle onnipresenti. La prima è PIF, il Public Investment Fund, il fondo sovrano saudita che dispone di risorse immense. La seconda è MBS, Mohammed bin Salman, principe ereditario e uomo forte del Paese, la figura attorno alla quale ruota l’intera strategia con cui l’Arabia Saudita sta cercando di ridisegnare la propria immagine e il proprio peso sulla scena internazionale attraverso lo sport.

L’indagine di Montague, tuttavia, non si limita a raccontare la crescita dell’influenza saudita nello sport. Parallelamente ai successi costruiti sui campi da calcio e nei grandi eventi internazionali, l’autore porta alla luce anche le profonde contraddizioni del Regno. Il punto di partenza è il caso di Jamal Khashoggi, il giornalista dissidente assassinato nel 2018, episodio che rappresenta il volto più brutale del sistema di potere saudita. Ma il racconto si allarga ad altre vicende meno note, che vedono protagonisti oppositori politici, attivisti e dissidenti ridotti al silenzio, così come alle problematiche legate alle condizioni dei lavoratori che hanno contribuito alla vertiginosa crescita infrastrutturale del Paese.

Sportwashing.

È qui che prende forma il concetto di sportwashing, uno dei temi centrali del libro: l’utilizzo dello sport come strumento per ripulire l’immagine internazionale di uno Stato e spostare l’attenzione dalle sue zone d’ombra. Montague affronta la questione dando voce a chi prova a resistere a questa narrazione. Incontra i pochi tifosi del Newcastle che, pur godendo dei successi arrivati con la nuova proprietà, non vogliono sacrificare l’identità e i valori del club sull’altare delle vittorie. Allo stesso modo raccoglie le testimonianze di golfisti che cercano di difendere la dimensione sportiva della propria professione, rifiutando di ridurre ogni scelta a una semplice questione economica.

Sullo sfondo di queste storie si staglia Vision 2030, l’ambizioso piano con cui l’Arabia Saudita punta a diversificare la propria economia e a ridurre la dipendenza dal petrolio. In questo progetto lo sport occupa una posizione centrale come strumento di influenza e di costruzione del prestigio internazionale. Dalle pagine di Ingolfato emerge una convinzione che sembra guidare l’intera strategia saudita: con risorse pressoché illimitate, il successo non è una possibilità, ma un esito inevitabile, purché si giochi secondo le regole dettate dal fondo sovrano e dai suoi vertici.

L’inchiesta di Montague restituisce così l’immagine di un processo apparentemente inarrestabile. Mentre l’universo sportivo accoglie sempre più volentieri i capitali sauditi, le voci critiche che mettono in discussione i metodi di Mohammed bin Salman e del PIF finiscono spesso per essere soffocate dall’attrattiva delle opportunità economiche che questi investimenti promettono. Per questo il libro lascia il lettore con una riflessione che va oltre lo sport e che Montague affida alle parole di Rosa Luxemburg: “La libertà è sempre la libertà di dissentire“

Perché leggere Ingolfato di James Montague:

perché è un’indagine giornalistica che racconta l’ascesa sportiva dell’Arabia Saudita, in un viaggio che parte dall’omicidio di Khashoggi e arriva a Infantino e Trump, con un protagonista assoluto: Mohammed bin Salman.


Titolo: Ingolfato
Autore: James Montague
Editore: 66thand2nd
Anno: 2025
Pagine: 288

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