Fabio Fognini, warning

L’autobiografia del tennista ligure

Giuste misure.

Warning. La mia vita tra le righe, del tennista Fabio Fognini, è un libro… ben proporzionato. Aprendolo è difficile avere aspettative di sorta, perché Fognini ci ha abituati all’imprevedibilità. È un giocatore di tennis molto estroso, capace di grandi imprese ma anche di cadute impreviste.

Come se la caverà nei panni di scrittore?

Il libro raggiunge le 228 pagine (con una sezione fotografica al centro), quindi non è breve né troppo lungo. Lo si legge piuttosto in fretta. Ed è scritto con le giuste misure. Ovvero: lo possono capire tutti, anche chi conosca poco il tennis. Alterna discorsi diretti a periodi narrativi, dunque il coinvolgimento è buono. I resoconti delle partite sono rapidi ma ficcanti: cronaca e pensieri si intrecciano con efficacia. Tutto parte dal tennis, perché la vita di Fognini è una pallina che rimbalza, ma non si esaurisce nel tennis. Ci sono anche i rapporti, le emozioni e i sentimenti. Per esempio: la storia d’amore con la collega Flavia Pennetta, sbocciata poi in matrimonio (giugno 2016), è raccontata con la giusta dose di intimità. Fognini ce la trasmette senza spingersi troppo in là nella propria privacy.

Attenzione.

Oppure la descrizione dei suoi avversari: Federer, Nadal, Djokovic, Murray… Fabio li ha visti crescere assieme a lui e li riporta su carta con parole semplici ma “corpose”, che rendono i campioni in questione ben riconoscibili. Insomma, il libro è apprezzabile anche perché dice ma non appesantisce: offre fotografie e situazioni concrete lasciando spazio all’immaginazione del lettore. Un po’ dispiace quando si arriva alla fine.

Per quanto riguarda il titolo: Warning è vocabolo inglese che si può tradurre con “attenzione”. È un segnale di avvertimento e corrisponde più o meno all’ammonizione calcistica: nel tennis, l’arbitro affibbia un warning al giocatore che si è comportato in maniera irrispettosa, con un gesto o un’espressione. A Fognini è capitato più volte, perché quando è in campo ogni tanto perde il controllo di sé. Nel testo parla a più riprese di questa sua tendenza. E in chiusura scrive: «Di solito alla fine di una storia il protagonista è diverso da com’era all’inizio; è cambiato, ha imparato dai suoi errori ed è una persona completamente nuova. Io ho paura di no».

Sogni.

Questo è un altro aspetto interessante. Ci troviamo davanti a un uomo che cresce portandosi sempre dietro tutto se stesso, compresi quei momenti di buio così difficili da spiegare. Lungo la strada, quest’uomo trova persone capaci di stargli di fronte: i familiari, gli allenatori, i colleghi. Fino alla moglie, non a caso tennista come lui. Al loro fianco, tra vittorie e sconfitte, Fabio impara ad andare avanti «grazie a se stesso e nonostante se stesso», come recita la quarta di copertina. E come si capisce meglio nei quattro sogni, scritti in carattere corsivo, che spezzano il racconto a intervalli regolari: uno all’inizio, due in mezzo, uno alla fine. Anche con questo espediente, Fognini riesce a servirci il suo tennis su un piatto semplice e saporito il giusto. Senza dimenticare che la storia, nel momento in cui scrive, non è ancora finita…

Perché leggere Warning. La mia vita tra le righe di Fabio Fognini:

perché è un libro ben impostato capace di interessare e coinvolgere il lettore; perché aiuta a capire meglio la vita del tennista.


Titolo: Warning. La mia vita tra le righe
Autore: Fabio Fognini
Editore: Piemme
Anno: 2020
Pagine: 228

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