La sfida infinita

Insofferenza reciproca.

Lo sport si nutre di spettacolarità e di antagonismi. Ogni tipo di sport, soprattutto quelli individuali, accende rivalità che trascinano e appassionano schiere di tifosi dividendoli in fazioni: lo schierarsi per l’uno o per l’altro esaspera ancor più lo scontro e incendia l’interesse. Dinamiche riscontrabili nelle discipline più popolari come il calcio, il basket, il tennis e l’automobilismo. Ed è sulla Formula Uno che si concentra l’attenzione di Umberto Zapelloni nel suo Senna e Prost. La sfida infinita. Ecco in vetrina i due piloti, protagonisti negli anni Ottanta e Novanta: il brasiliano Ayrton Senna e il francese Alain Prost. Messi a confronto e colti nelle loro differenze, nei loro disaccordi e nei loro contrasti. Insofferenza reciproca, colpi bassi, progressivo logoramento dei rapporti, sia da un punto di vista professionale che umano, hanno caratterizzato la loro ribalta mondiale. Su questo si concentra il libro riportando episodi e testimonianze dei due straordinari atleti, addirittura compagni di squadra per un biennio alla McLaren: avversari e nemici – benché nella stessa scuderia – senza finzioni e senza sottintesi. Anzi. Dichiarazioni graffianti, accuse esplicite, polemiche feroci. L’autore mette bene in evidenza le differenze sostanziali delle loro personalità, agli antipodi per temperamento, filosofia di vita, furore agonistico.

Magic e il Prof.

Alain, il Professore; Ayrton, Magic. Ponderazione, misura, calcolo – anche in pista – connotano lo stile del francese; mentre esuberanza, eccesso, impulsività sono le coordinate umane e sportive del pilota brasiliano. Venti brevi, lineari e piacevoli capitoli ne ripercorrono l’epopea, tutti i loro Gran Premi, le sfide incrociate, infinite, al limite del cruento. Quelle sui circuiti di tutto il mondo a caccia di podi per la conquista del Mondiale, e quelle verbali, conferenze stampa infuocate, interviste al veleno in cui uno accusava l’altro di favoritismi, di gravi scorrettezze, di manovre spericolate. Distanze incolmabili, fratture insanabili, serie, profonde. Fino a costringere Prost – pur di non aver a che fare con Senna – a lasciare il suo storico team (e la sua macchina perfetta) per migrare in Ferrari chiedendo – sia alla Rossa che poi alla Williams – di non volere più il suo acerrimo nemico come compagno. Il libro è popolato da tutti gli attori del mondo delle corse di allora: piloti, dirigenti, costruttori, proprietari. Ed è vivacizzato da una modalità per così dire dialogica del racconto, tanto sono numerose e frequenti le citazioni e le espressioni dirette dei duellanti, i loro botta e risposta, i commenti dei giornalisti e degli osservatori dell’epoca e di quanti, a vario titolo, hanno preso parte alle loro imprese. Un segmento – piccolo ma significativo e ricco di provocazioni e di colpi di scena – della lunga storia della Formula Uno posto sotto i riflettori, a illuminare un breve ed intenso periodo in cui le scintille dei due grandi rivali hanno reso ancor più attraenti le loro gesta e l’intero mondo della velocità a quattro ruote.

Oltre le polemiche.

Stagioni, gare, Gran Premi, vittorie e sconfitte dei protagonisti, le loro insinuazioni, le loro drastiche prese di posizione, tentativi di riappacificazione e continue riprese delle ostilità. Zapelloni spiega la carriera dei due contendenti, talmente straordinari che in una manciata di anni si sono spartiti ben sette titoli Mondiali. Quattro se li è aggiudicati Alain; mentre Ayrton si è dovuto fermare a tre, morto tragicamente a Imola nel 1994 a bordo di una vettura maldestramente progettata ed ancor peggio modificata, nel tentativo di migliorare le prestazioni e rispondere alle esigenze del coraggioso atleta brasiliano. Il suo storico avversario si era ritirato l’anno prima dopo vari tentennamenti e un anno sabbatico. La concorrenza era dunque finita, come i contrasti e le inimicizie. Tutto azzerato. Erano addirittura arrivati a scambiarsi l’un l’altro manifestazioni di stima riconoscendo che il loro dualismo aveva spronato ognuno a dare il meglio di sé e a ridefinire – riqualificandolo – il loro mondo e il loro sport. Rimasto orfano del loro stile e della loro classe, prima ancora che delle loro polemiche. «Prost gli ha dato l’ultimo saluto. Non poteva non esserci. Da quel momento, separati per sempre, sono stati ancor più uniti».

Perché leggere Senna e Prost di Umberto Zapelloni:

per avvicinarsi a due dei più grandi piloti della storia dell’automobilismo, apparentemente molto distanti ma legati da un rapporto particolare.


Titolo: Senna e Prost
Autore: Umberto Zapelloni
Editore: 66thand2nd
Anno: 2024
Pagine: 146

Lascia un commento





Ti potrebbe interessare anche

signori

Fuorigioco – Beppe Signori

Inarrestabile

Inarrestabile – Maria Sharapova

La mia rivoluzione - Johan Cruyff

Classifica – Le 10 migliori autobiografie di calciatori

Spingi me sennò bestemmio

Spingi me sennò bestemmio – Marco Pastonesi

Condividi
Acquista ora