Il romanzo che rende omaggio a Roby Baggio e a Usa ’94

Gentili lettori, provate a dare un’occasione a questo libro, 5 luglio 1994 di Simone Vernazza. Potrebbe essere una piacevole sorpresa. Soprattutto se siete appassionati di calcio, ed ancor più se siete nati negli anni Ottanta, amate la musica ed avete una qualche esperienza con la giurisprudenza. Sì, perché il protagonista di questo romanzo – Luca Proietti, ispirato all’autore – è un avvocato. Ma anche un grandissimo tifoso di calcio, un giocatore incallito di Subbuteo (famoso gioco da tavolo) e un esperto conoscitore di cantanti e canzoni. Nonché, a tempo “perso”, papà ed ex marito. Insomma un personaggio molto credibile, con le sue passioni e debolezze. La trama contiene diversi ingredienti apprezzabili. C’è lo sport anzitutto, che funge da filo conduttore. Ma c’è anche un giallo, perché l’avvocato Proietti è chiamato a difendere un immigrato serbo accusato di spaccio; il caso si sviluppa in maniera interessante, anche se i discorsi più strettamente giuridici non sono sempre comprensibili, per chi non ci è abituato. Abbiamo poi una storia d’amore (se no che romanzo sarebbe?), che riserva un doppio colpo di scena finale e propone al suo interno anche il delicato tema del rapporto padre-figlio.

Presente e passato.

Il libro è ambientato in Liguria e si srotola su due piani narrativi intrecciati, presente e passato. Si parte dall’attualità dei giorni nostri e quindi, inevitabilmente, dalla pandemia dovuta al virus Covid-19. Luca Proietti ci si ritrova dentro come tutti e come tutti deve fare i conti con l’interruzione delle attività e la quarantena forzata. Niente più lavoro in ufficio, niente più tornei di Subbuteo, niente scappatelle amorose. A maggior ragione per un ipocondriaco come lui. C’è però maggiore spazio per le riflessioni e i ricordi ed ecco dunque che, a intervalli regolari, la narrazione torna al 1994. Un anno molto significativo per il nostro protagonista, che allora frequentava la terza classe di liceo e che, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, si incollò come tanti altri al televisore per seguire i mondiali di calcio negli Stati Uniti. La nazionale italiana, allenata da Arrigo Sacchi, ci arrivò con buone aspettative e con il Pallone d’oro in carica: Roberto Baggio. Un giocatore capace di diventare, con i suoi trionfi e le sue sfortune, un punto di riferimento per tantissimi tifosi.

Punto di svolta.

In quell’estate del ’94, il “Divin Codino” attraversò tutto lo spettro delle emozioni: la sofferenza iniziale e poi lo slancio improvviso. L’euforia per i suoi cinque gol, uno più bello dell’altro e tutti decisivi. Ma anche il dolore fisico, dovuto ad un corpo sempre più infortunato. E pure la tristezza, per un calcio di rigore volato troppo in alto per essere vero: quello nella finale contro il Brasile, che sancì definitivamente la nostra sconfitta. Ma Luca Proietti non vuole parlarci di quell’ultima partita, né del rigore “maledetto”. L’autore si ferma qualche giorno prima, a quel 5 luglio che dà il titolo al libro e che rappresentò un punto di svolta per tutti: per Baggio, per la Nazionale ed anche per lui. La lettura scorre senza particolari intoppi, le emozioni farciscono la trama come una salsa forte e vien voglia di sapere come finirà. Vernazza apre forse qualche parentesi di troppo, parlando spesso di musica e di altri personaggi importanti, come Ayrton Senna e Marco Pantani. Ma questi excursus, in fondo, non distraggono più di tanto dallo svolgimento della storia e dunque, tutto considerato, rinnoviamo l’invito fatto all’inizio: provate a dare una chance a questo libro. Non dovreste pentirvene.

Perché leggere 5 luglio 1994 di Simone Vernazza:

perché offre una dimostrazione concreta di come lo sport, e in questo caso il calcio, possa accompagnare e riempire la vita di una persona.


Titolo: 5 luglio 1994
Autore: Simone Vernazza
Editore: Liberodiscrivere
Anno: 2021
Pagine: 244

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