Nostalgie, suggestioni e memorie del calcio italiano anni ‘80

Guardando a ritroso, ognuno di noi può identificare uno o più anni della propria vita come indimenticabile e piacevole. Così pure ogni generazione si riconosce in un particolare periodo storico, magari perchè ricco di scoperte scientifiche o perché pervaso da un senso di diffuso benessere. Gli anni ’80, ad esempio, hanno rappresentato un periodo importante a livello sociale e politico, come potrà confermare chi li ha vissuti e ha preso parte ai cambiamenti avvenuti. Christian La Fauci, apprezzato scrittore purtroppo scomparso prematuramente dopo la pubblicazione di quest’opera, col suo Amarcord restringe il proprio campo di osservazione e, senza le ambizioni di un sociologo, presenta quel decennio limitandosi al “fenomeno calcio”. Una sorta di “operazione nostalgia” riguardante coloro che hanno animato e reso indimenticabile quella realtà, soprattutto i calciatori simbolo – italiani e stranieri, campioni in campo e fuori. Il volume è un pullulare di eventi, micro biografie, resoconti di match combattutissimi, e tutto ciò che ha contribuito a fare la storia calcistica di quegli anni. Iniziati nel peggiore dei modi per il football nostrano. Il 23 marzo 1980 è il giorno in cui vengono arrestati ben 11 calciatori e un presidente di società, prelevati direttamente dagli stadi. L’autore non manca di ricordare lo scandalo del “calcio scommesse” che, paradossalmente, aveva provocato anche scosse benefiche e fatto emergere persone per bene che, mosse da passione e impegno, avevano permesso all’ambiente di riprendersi senza grossi traumi. Il vero calcio, quello sano, era vivo e vitale!

360 gradi.

Una decina di capitoli vengono dedicati ad altrettanti atleti che si sono contraddistinti in quelle annate: da Maradona a Vignola, da Garella a Scanziani, da Leo Junior e Dirceu a Stromberg ed Elkjaer. Calciatori che sono rimasti nel cuore dei tifosi e legati per sempre alle città delle loro squadre. Amati per l’attaccamento alla maglia e apprezzati per l’impegno, oltre che per i risultati. Vi sono pagine dedicate agli arbitri, a presidenti di società particolarmente estroversi e, per certi versi, geniali (Costantino Rozzi e Romeo Anconetani su tutti). Vengono passati in rassegna sia i programmi televisivi sportivi che tenevano banco all’epoca, sia le produzioni cinematografiche relative al calcio. Senza dimenticare alcuni tra i principali protagonisti della carta stampata – come Italo Cucci del Guerin Sportivo, Gianni Brera, Beppe Viola -, autentici maestri del giornalismo calcistico. Il volume è insomma un agglomerato di personalità uniche nel loro genere, un insieme di prodezze e momenti speciali, un revival di scudetti record e giocate funamboliche. Presentate con estrema e accurata precisione. Certo, opportunamente viene ‘dimenticata’ la conquista della Coppa dei Campioni da parte della Juventus, nella tragica serata dell’Heysel: niente di che inorgoglirsi e niente da festeggiare. Ma stranamente, proprio nella sezione relativa ai «Diari europei e mondiali», viene trascurato il trionfo mondiale della Nazionale di Enzo Bearzot. Amarcord è un lavoro poliedrico che tocca una notevole molteplicità di aspetti. Il rischio di “mitizzare” la materia, di enfatizzarla eccessivamente, era reale. L’avere a volte utilizzato un frasario minuzioso nella narrazione delle azioni di gioco, ed insistito con apprezzamenti fin troppo generosi, non sempre ha permesso di evitarlo. Non era facile viaggiare sul filo della nostalgia e del rimpianto o scrivere intingendo la penna nel fascino romantico del calcio. Christian La Fauci ha avuto coraggio. Gliene va dato atto.

Perché leggere Amarcord di Christian La Fauci:

per il suo sguardo d’insieme, a 360 gradi, ricco e completo, sul mondo del calcio degli anni ’80; per il ricordo dei tanti protagonisti che hanno dato vita ad un calcio semplice, genuino e pieno di talento.


Titolo: Amarcord
Autore: Christian La Fauci
Editore: Urbone Publishing
Anno: 2021
Pagine: 192

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