Borg McEnroe – Matthew Cronin

Due partite, due carriere, due vite

di Carlo Necchi

Dove eravate il 5 luglio 1980? E il 7 settembre dello stesso anno? Tranquilli: se anche non foste presenti, il giornalista americano Matthew Cronin vi riporterà a quei giorni che hanno ispirato la sua opera. A distanza di pochi mesi, in circa una decina d’ore, due fenomeni hanno scritto la storia del tennis: sono Bjorn Borg, svedese di Sodertalje (area di Stoccolma) e John McEnroe, nato in Germania ma cresciuto nel borgo newyorchese del Queens.

Wimbledon. In data 5 luglio 1980 Borg e McEnroe si sbranarono nella finale di Wimbledon, uno dei tornei più importanti in ambito tennistico. Lo svedese si presentò all’appuntamento da sovrano indiscusso, alla ricerca del quinto titolo di fila sull’erba londinese mentre “Johnny Mac”, più giovane di tre anni, rappresentava lo sfidante emergente ed impavido. La sfida, che Cronin racconta con dovizia di particolari, trasformò ufficialmente la relazione tra i due in una delle rivalità più appassionanti e discusse dello sport. Il quarto set di quella finale ne ha rappresentato uno dei picchi più intensi, tanto da meritarsi un’appassionata ricostruzione punto per punto da parte dell’autore.

Us Open. Cinquantasette giorni dopo i due campioni offrirono l’attesa replica, tornando ad affrontarsi nell’ultimo atto degli US Open sul più caotico cemento di New York, per un’altra partita ad altissimo voltaggio tecnico, agonistico ed emotivo. Cronin non risparmia i lettori: le sue pagine sono infarcite di espressioni tecniche -potenziale ostacolo per i meno avvezzi- ma vale la pena di addentrarsi perché tra un set e l’altro l’autore ripercorre le storie dei due protagonisti, attraverso testimonianze ed aneddoti e a caccia delle rispettive motivazioni. I risultati della ricerca sono molto interessanti e più sfaccettati di quelli mostrati dall’omonimo film di Janus Metz (2017).

Caro nemico. Scoprirete che Borg e McEnroe, all’apparenza notte e giorno, potrebbero avere altri punti d’incontro oltre al campo da tennis. A quanto pare, l’abissale distanza tra i rispettivi stili ha stimolato i due ad avvicinarsi, studiarsi, comprendersi, fino addirittura a specchiarsi. Non è un caso ad esempio che Borg, contrariamente a molti suoi colleghi, non abbia mai mosso un dito contro le escandescenze di McEnroe dall’altra parte della rete. Sarà lo stesso Mac a sigillare l’impronosticabile feeling col suo idolo d’infanzia, divenuto amicizia nel corso degli anni: “Io e Borg non abbiamo mai avuto problemi, né sul campo né fuori, perché lui capiva. Mi considerava un po’ svitato, ma la cosa non lo preoccupava. Anzi, fece l’impossibile per dimostrarmi rispetto”. Il libro di Cronin, tecnicamente esaustivo, ci ricorda anche questo: che rivalità non significa solamente diversità.

Perché leggere Borg McEnroe di Matthew Cronin: per capire che forse, Borg e McEnroe sono meno diversi di quanto si possa pensare

Titolo: Borg McEnroe
Autore: Matthew Cronin
Anno: 2018
Editore: Pickwick
Pagine: 343