Chiedi chi era Pak Doo-ik – Giovanni Tosco
Fabbri e la maledetta Corea
In occasione dei recenti Mondiali è uscito questo agile libretto di Giovanni Tosco, giornalista sportivo, impreziosito dall’ennesima bella copertina di Osvaldo Casanova, uno che raramente sbaglia il colpo. Il protagonista in realtà non è il Pak Doo-ik immortalato nell’illustrazione e citato nel titolo, bensì il CT Edmondo Fabbri presente nel sottotitolo, che dalla panchina guidò l’Italia nella sciagurata spedizione mondiale d’Inghilterra 1966. Come noto gli azzurri, dopo aver vinto contro il Cile ed essere stati sconfitti dall’Unione Sovietica, andarono il 19 luglio in quel di Middlesbrough a giocarsi la qualificazione contro la rivelazione Corea del Nord, venendo inaspettatamente sconfitti 1-0. Visto che ormai ci siamo abituati a vedere i Mondiali col binocolo, perché non approfondire, in quest’estate 2026, la pagina da subito più nera della storia delle nostre partecipazioni alla Coppa del Mondo?
Un CT sulle spine.
Nella prima parte del libro Tosco ci permette di conoscere, con una narrazione certamente non pesante, il profilo di Fabbri, allenatore originario di Castel Bolognese, protagonista, fra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, della prodigiosa cavalcata dalla Serie D alla Serie A del Mantova. Il suo inaspettato passaggio, nel 1962, alla guida della Nazionale maggiore lo catapultò dal proprio regno, in cui aveva potuto costruire un team chiamato “il Piccolo Brasile”, ad una selezione di grandi campioni assai difficile da amalgamare. Una volta risolto il problema degli oriundi con la loro esclusione da Casa Italia (eccezion fatta per Angelo Sormani), Fabbri dovette affrontare le rivalità di club – fra tutte, quella tra bolognesi e interisti – che tormentavano lo spogliatoio azzurro nonché le interminabili bizze dei singoli: una vera fatica di Sisifo, acuita dal continuo sparare a zero sulla sua opera da parte della stampa sportiva italiana.
Fialette rosa in spogliatoio.
Pian piano, con l’avvicinarsi di una tragedia annunciata (il lettore capirà l’uso che Tosco fa dei corsivi d’intestazione messi ad exergo dei vari capitoli), Edmondo Fabbri si avvicina inesorabilmente al suo destino. Un destino che ha il volto degli undici giocatori asiatici che il suo assistente Valcareggi (sì, quello che prenderà il suo posto, portando Mazzola, Rivera e compagnia alla vittoria dell’Europeo del 1968 e alla finale mondiale del 1970) aveva irriso dopo essere andato a vederli allenare. Dopo la sconfitta e il ritorno con le pive nel sacco in patria, tuttavia, Fabbri si accorge di una serie di indizi che, uniti, formano come un disegno, un complotto. Perché Facchetti e compagni dichiarano di essersi sentiti un po’ troppo stanchi, durante i giorni passati in Inghilterra? Cosa c’era, dentro quelle fialette rosa somministrate loro dal medico della Nazionale? Raccolte le testimonianze, Fabbri, divenuto ormai un paria agli occhi dell’opinione pubblica italiana, proverà a difendere con le unghie il proprio onore, in un calvario mediatico e poi anche giudiziario che Tosco descrive con partecipazione.
Perché leggere Chiedi chi era Pak Doo-ik di Giovanni Tosco:
perché ci riconsegna con precisione storica un’edizione della Nazionale di calcio poco ricordata e, forse, anche poco conosciuta.
Titolo: Chiedi chi era Pak Doo-ik
Autore: Giovanni Tosco
Editore: Minerva
Anno: 2026
Pagine: 124