Discorso su due piedi (il calcio) – Carmelo Bene, Enrico Ghezzi

Trascrizione di una conversazione di un pomeriggio di fine marzo 1998 sull’unico rito superstite della società contemporanea.

di Andrea Rossetti

Marzo 1998, un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque. Forse in un locale, forse no. Due uomini sono seduti uno accanto all’altro. Bevono qualcosa, forse. Uno dei due sicuramente fuma una sigaretta. Lontana, ma visibile, una televisione accesa rimanda immagini di un pallone rincorso da ventidue ragazzotti. Sullo sfondo, i prossimi Mondiali di Francia. I due uomini non sono due qualunque, bensì Enrico Ghezzi, storico autore Rai (l’inventore di Blob, per intenderci), e Carmelo Bene, attore, regista, scrittore e chi più ne ha più ne metta. Due intellettuali, riassumendo. E parlano di calcio, se vogliamo dirla in modo semplice. Questo e null’altro è Discorso su due piedi (il calcio) (2019, La nave di Teseo, pp. 156): la trascrizione e l’adattamento di una conversazione estemporanea avvenuta in un pomeriggio di fine marzo 1998.

Il calcio come arte ed estetica. Non c’è preambolo, non c’è antefatto. Soltanto Ghezzi, Bene e parole. Anche il pallone, tema centrale del loro dialogo, finisce spesso chissà dove. Sparisce, un po’ come quando è nei piedi di un funambolico fuoriclasse: c’è, lo sai che c’è, per forza ci deve essere, ma mica lo vedi. Poi, all’improvviso, ricompare. Ovviamente dove non pensavi e ovviamente con lui, il fuoriclasse, che t’ha gabbato. Del resto, i due dialoganti sono, a loro modo, dei fuoriclasse. Del pensiero e dell’arte, della cultura e anche della filosofia. Impossibile pensare che una loro chiacchierata sul calcio si limiti a quello. Lo sport diventa pretesto e spunto per parlare anche di televisione, cinema, teatro. Parafrasando Sacchi, questo libro ti porta a pensare, anzi credere, che il calcio sia la cosa più importante tra le cose più belle. E poco importa poi se l’estetica fine a se stessa valga o meno, nella vita. Il calcio, così come tutte le altre arti, esiste e dà senso.

Calcio, televisione, cinema, teatro. È interessante seguire il lento scambio di battute tra Ghezzi e Bene (la narrazione è praticamente assente, è una sorta di copione: e.g. e poi C.B., così per tutto il libro), provare a star loro dietro. Si parte dal tempo, i novanta minuti di una partita, per poi passare alla bellezza pura, quasi «pornografica e oscena», del calcio di Romario, uno che «va oltre il tempo: ora è qui e un attimo dopo è oltre e non sai come abbia fatto». E poi c’è la televisione, la quale però non ti mostra la partita, ma «segue la palla. Tu della partita non vedi assolutamente niente – dice Bene –. Il giocatore senza palla, per me, equivale al giocatore senza mondo… È colui che eccede il campione». E il cinema, il teatro, quei luoghi che Ghezzi e Bene (soprattutto Bene) vivono e masticano e che risputano in questo dialogo rielaborati, per certi versi anche ridotti ai minimi termini. C’è un filo rosso quindi, sì, che è appunto il calcio, ma Discorso su due piedi è poi qualcosa di più. Qualcosa che eccede il pallone, per dirla alla Bene, e apre porte e portoni su altri mondi.

Bene e Ghezzi, di un altro sport. Difficile, francamente, valutare un’opera del genere. L’impressione è quasi sempre quella di essere… fuori luogo. Non all’altezza. Che dicono ‘sti due?, ti vien da pensare ogni tanto. Ma che vorranno davvero dire?, ti domandi. Eppure leggi, ascolti. Non puoi fare a meno di seguire il fiume dei loro pensieri, i collegamenti. Anche se magari non capisci, non cogli subito (o forse mai) i nessi, i riferimenti, le citazioni e i richiami. Ci si rende conto di essere innanzi a due che giocano un altro sport, semplicemente. E allora vai, prosegui, impari. Forse non è un libro da leggere “sotto l’ombrellone”, ma Discorso su due piedi resta, lascia un imprinting, e insegna. E quando cala il sipario sui loro bicchieri vuoti e sul posacenere pieno, scatta l’applauso.

Perché leggere Discorso su due piedi (il calcio): per andare oltre la banalità della narrazione sportiva e di quella artistica. Per saperne qualcosa in più pur capendoci poco.

Titolo: Discorso su due piedi (il calcio)
Autore: Carmelo Bene ed Enrico Ghezzi
Editore: La nave di Teseo
Anno: 2019
Pagine: 156