Conversazione col produttore di biciclette

Ad Ernesto Colnago, classe 1932, costruttore di biciclette e imprenditore, pare di essere giunto «all’ultimo chilometro»: lo sostiene nel suo libro Ernesto Colnago. Il Maestro e la bicicletta, senza rimpianti e senza amarezza. Il mondo dello sport (e non solo) dovrebbe essere grato ad un simile geniale inventore. Anche per questa sua sagace autobiografia, sintesi di ricordi e di cronache affidate al giornalista Marco Pastonesi che le ha organizzate in una deliziosa forma discorsiva. Un percorso vissuto dunque in tandem – con Colnago davanti a guidare –, dalla pedalata leggera e dalla lettura piacevole.

Passione e tenacia.

La povertà delle origini di Colnago era pari alla sua intraprendenza e alla voglia di rischiare. Gli inizi lo vedono saldatore poco più che bambino presso la prestigiosa fabbrica di biciclette “Gloria”, allora fornitrice dei ciclisti dilettanti. Il lavoro era destinato a diventare la sua vita, anche sportiva. Iniziò infatti a correre come allievo con buoni risultati (alla realtà del professionismo approderà anni dopo, ma non in qualità di atleta…). Dovette fermarsi quasi subito a causa di una rovinosa caduta in una volata finale di una corsa. Fu l’inizio della sua fortuna: da convalescente ottenne di poter lavorare da casa, e con la sua bottega in affitto («il mio bugigattolo di cinque per cinque», precisa con orgoglio), in poco tempo si fece un nome per competenza e affidabilità.

Ingegno e audacia.

Fedele al motto «ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo», acquisì sul campo ogni segreto dei vari elementi di una bicicletta: pedivelle, telai, forcelle, corone, selle, manubri, copertoni, erano oggetto delle sue quotidiane sperimentazioni. Studiava, modificava, migliorava le prestazioni, e conseguiva notorietà oltre che risultati. Le conoscenze tecniche e le capacità innate gli permisero di dedicarsi contemporaneamente alla sua “officina” e alla collaborazione con le più grandi squadre ciclistiche del momento (e, a coronamento della propria carriera professionale, anche con la nazionale italiana). Ogni produzione di una sua nuova e magari rivoluzionaria “Colnago” (telai e forcelle al carbonio, ruote a tre razze, freno idraulico, cambio dresmodromico, ecc.) è stata preceduta da accurate ricerche e approfonditi studi circa i materiali e le componenti. Ma il “Maestro” nel suo libro non vuole impartire lezioni scientifiche: desidera parlare soprattutto di se stesso, uomo concreto e creativo, consapevole che il perseguimento delle vittorie non è merito di un singolo, ma di una intera squadra in cui ognuno deve dare il meglio di sé.

Gli incontri.

L’esperienza di vita raccontata è fatta di uomini, incontri, occasioni cercate, provocate, sfruttate al meglio. Colnago nel libro ricorda con piacere e gratitudine una infinità di persone, quasi tutte legate al proprio ambiente sportivo: a tutti rivolge parole di ammirazione, riconoscenza, stima, affetto; e di ciascuno riferisce fatti curiosi e simpatici ricordi. Spazia da Fiorenzo Magni a Eddy Merckx, da Gianni Motta a Giuseppe Saronni, da Zoetemelk a Pogacar; e poi Alex Zanardi, Enzo Ferrari, don Antonio Mazzi e molti altri. «Il bello della bicicletta è che fa sempre squadra», ribadisce. Nessuna (auto)celebrazione e nessuna retorica, ma testimonianza di tanto rispetto per il lavoro di tutti e di estrema serietà nel proprio.

Ernesto Colnago si presenta.

Perché leggere Ernesto Colnago. Il Maestro e la bicicletta di Marco Pastonesi:

Perché è la storia, molto ben scritta, di un “vincente” partito dal nulla e che, grazie alla sua instancabile dedizione, ha ottenuto risultati di eccellenza.


Titolo: Ernesto Colnago – Il Maestro e la bicicletta
Autore: Ernesto Colnago e Marco Pastonesi
Editore: 66Thand2nd
Anno: 2020
Pagine: 136

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