Il dio greco del basket

Le radici.

È sempre interessante tornare alle radici dei grandi sportivi, conoscere meglio le loro storie. Sapere dove hanno iniziato a giocare, ma anche come si comportavano da piccoli, oppure dove andavano a fare merenda ogni giorno. Perché siamo abituati a considerarli come personaggi inarrivabili, lontani da noi e dal nostro modo di vivere. Invece, tornando indietro nel tempo, possiamo riscoprirli più simili alla cosiddetta gente comune. Persino un gigante come Giannis Antetokounmpo è stato un ragazzino alle prime armi. La sua è una storia davvero pazzesca ed è giusto che sia stata messa nero su bianco, anche se la parola fine sembra ancora (speriamo!) molto lontana. Partiamo dal soggetto: Antetokounmpo (per tutti semplicemente Giannis), nato nel 1994, è uno dei migliori giocatori di basket al mondo. Milita nella NBA, il campionato americano, ed è il simbolo dei Milwaukee Bucks, squadra che lo ha scelto nel 2013 e che, soprattutto grazie a lui, ha vinto il titolo di campione nel 2021 (il precedente, per capirci, risaliva a cinquant’anni esatti prima).

I lati personali.

Oggi Antetokounmpo è una star conosciuta in tutto il mondo, un fuoriclasse gigantesco. Per esempio, è uno dei pochissimi cestisti ad aver vinto nello stesso anno, il 2020, i due premi individuali più importanti: quello di MVP (Most Valuable Player, in sostanza il giocatore più influente nella sua squadra) e quello di miglior difensore. Solo Michael Jordan e Hakeem Olajuwon ci erano riusciti prima di lui. Insomma, anche se la sua carriera è ancora nel pieno, era decisamente arrivato il momento di scriverci un libro. E ci hanno pensato in due: Daniele Fantini e Davide Fumagalli, entrambi giornalisti di più testate tra cui Eurosport. Il loro lavoro è preceduto dalla breve introduzione di Flavio Tranquillo, famoso telecronista. Il libro è diviso in dieci capitoli ad una media di circa venti pagine l’uno. La lettura scorre in fretta e pare certamente adatta per gli appassionati, che potranno approfondire la mitica figura di Giannis soprattutto nei suoi lati più personali. Fantini e Fumagalli utilizzano un linguaggio comprensibile ma talvolta anche il gergo tecnico, ragion per cui chi non segue abitualmente la pallacanestro potrebbe fare più fatica a capire tutto.

Le testimonianze.

Il profilo del giocatore ripercorre per sommi capi tutto il suo incredibile viaggio, da una cittadina sconosciuta nella periferia di Atene (Sepolia) fino al vertice del basket mondiale. Come dicevamo, le parti più “succose” sono quelle che tornano alle origini di Antetokounmpo. I due autori hanno raccolto interviste e testimonianze da vari siti specializzati, ridando voce a persone che hanno conosciuto da vicino Giannis e i suoi fratelli (che sono tre e tutti cestisti come lui). Ad esempio ritroviamo il barista che gli offriva il gelato tutti i pomeriggi, dopo le lunghe partite al campetto cittadino, oppure il parroco della chiesa ortodossa che la famiglia frequentava. Più il racconto procede e più si entra nella sfera del conosciuto o del già sentito. Ma ciò non fa altro che ribadire la straordinarietà di questa storia, particolare dal punto di vista sportivo, umano e… geografico, come potrete (ri)scoprire. Anche se in fondo, la speranza è che questo libro sia solo un inizio, o quantomeno che possa avere un seguito altrettanto particolare.

Perché leggere Giannis Antetokounmpo di Daniele Fantini e Davide Fumagalli:

perché vale la pena conoscere la storia di Giannis più nel dettaglio; per ricordarci quanto sia incredibile che un greco di sangue nigeriano abbia conquistato l’America del basket.


Titolo: Giannis Antetokounmpo
Autore: Daniele Fantini, Davide Fumagalli
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2022
Pagine: 213

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