L’autobiografia dell’ex difensore

Lo dice subito, Sebastiano Nela detto Sebino: «Non leggo le biografie dei calciatori. Nessuno si offenda. Semplicemente le trovo inutili. Nel mio caso, cento volte inutili». E dunque cosa ci fa in libreria un volume di centocinquanta pagine firmato a suo nome? Oltretutto con un titolo insolito per il genere sportivo: Il vento in faccia e la tempesta nel cuore. Un titolo dal sapore quasi letterario, che contiene tracce significative del contenuto: la faccia, ciò che si vede; il cuore, ciò che è più nascosto. Sebastiano Nela, ex calciatore (difensore) di ottimo livello, gioca spesso sulla doppia dimensione esterno-interno, sul contrasto tra quel che appare e quel che invece si può solo ipotizzare, al massimo intuire. Ogni persona vive questa ambiguità, questa unità di poli separati eppure indivisibili. Come avrete capito, siamo dinanzi a un libro molto introspettivo, quasi sofferto. Ma torniamo alla domanda di partenza: perché Sebino ha deciso di scriverlo? Perché anche lui ha voluto «lavare i panni sporchi in piazza?». 

Impronta personale.

Nela attribuisce la “colpa” principale al giornalista Giancarlo Dotto, che lo ha convinto a mettere nero su bianco ricordi e riflessioni. Ma c’è anche un motivo più intimo: «Arriva un momento nella tua vita che hai voglia di raccontarti. Ti rendi conto, a quasi sessant’anni, che la gente ti sorride per strada, ti chiama per nome, come fossi uno di famiglia, ma che invece non sa niente di te». L’autore si definisce una “vittima” di questa iniziativa, tenta di spiegarla come una scelta non sua. Eppure, la biografia apparentemente “non voluta” finisce con l’arrivare più in là di quanto ci si potesse aspettare. Intendiamoci: già tanti sportivi si sono messi a nudo in un libro, o quantomeno hanno provato a farlo. Ma bisogna riconoscere che Sebino Nela lo fa con una profondità non comune, lasciando fin dalle primissime pagine un’impronta molto personale. Ovviamente parla di calcio perché ne ha vissuto tanto: tre anni di Genoa, undici di Roma (con scudetto e tre Coppe Italia), due di Napoli, cinque presenze in Nazionale. 

Dai comportamenti ai pensieri.

Per lui il calcio ha sempre rappresentato una costante, anche dopo l’attività agonistica: è stato telecronista, opinionista, dirigente. Ma ne ha passate parecchie anche fuori dal campo. Ha osservato da vicino la depressione e più da lontano il suicidio, ha vissuto incomprensioni e distacchi familiari, ha attraversato un tumore. Tutte situazioni di cui, dall’esterno, si può solo immaginare la portata. Ciò che possiamo capire leggendo è che queste esperienze lo hanno reso una persona riflessiva, capace di partire dai comportamenti per arrivare ai pensieri. Una persona disposta, se pur con fatica, a fare i conti con le proprie tempeste interiori e con la propria doppia radice: «sangue sardo e corteccia ligure: una combinazione micidiale, dinamite pura, mi rendo conto». Il libro che ne scaturisce potrà interessare anche i lettori meno sportivi: ognuno avrà la possibilità di confrontarsi con la ruvida sensibilità di Sebino Nela. Il quale finisce con l’ammettere: «Sono felice di essere andato oltre le colonne d’Ercole del mio pudore. Aggiungo che chiunque di noi al mondo, con una vita alle spalle, celebre o anonimo che sia, dovrebbe lasciare prima di andarsene il racconto “onesto” della sua vita».

Perché leggere Il vento in faccia e la tempesta nel cuore di Sebino Nela:

perché è un libro per certi versi “non convenzionale”; perché è una lettura di buona profondità, che tocca diversi temi molto umani. 


Titolo: Il vento in faccia e la tempesta nel cuore
Autore: Sebino Nela (con Giancarlo Dotto)
Editore: Piemme
Anno: 2021
Pagine: 159

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