I due uomini che hanno cambiato la NBA

Sperando di non offendere alcun tifoso di tennis (o di pallacanestro), potremmo dire che Larry Bird ed Earvin Johnson sono i Borg e McEnroe del basket. Anzitutto sono nati negli stessi anni: 1956 Bird e Borg, 1959 Johnson e McEnroe. Inoltre, come i due fenomeni della racchetta, anche Bird e Johnson sono stati giocatori diversi e diversamente sublimi, capaci di elevare il loro sport ad un livello superiore e di riempirlo con la loro rivalità. Si può ragionevolmente affermare che la pallacanestro NBA non è stata più la stessa, dopo l’arrivo di quei due. Non a caso il libro che porta le loro firme s’intitola Il basket eravamo noi (Baldini-Castoldi 2011, seconda edizione 2015, traduzione di Gabriele Zoja). Oggi siamo abituati a pensare all’NBA come a un prodotto di largo consumo: tanti di noi stanno svegli la notte per seguire le partite della lega americana. Ma negli anni Ottanta non era così. Pensate che le finali del 1980 non furono trasmesse in diretta tv da nessun canale, nemmeno negli States!

Documentario.

Poi sono arrivati loro: un bianco riservato dell’Indiana e un nero baldanzoso del Michigan. Se volete conoscere (o ripassare) la loro storia, Il basket eravamo noi è il libro che fa al caso vostro. Quest’autobiografia “di coppia” nasce dalla volontà dei due campioni ma non è scritta direttamente da loro. La voce narrante è un’altra: quella di Jackie MacMullan, giornalista sportiva con una lunga esperienza al seguito della pallacanestro. Il testo si sviluppa come un documentario: la MacMullan racconta e ogni tanto cede la parola ai due protagonisti, citando tra virgolette i loro ricordi personali e i loro dialoghi, oppure le testimonianze di altri personaggi (compagni di squadra, allenatori…). C’è comunque tanto di Larry e Magic all’interno del libro, a cominciare dalle rispettive introduzioni (prima ancora troviamo la prefazione del giornalista Flavio Tranquillo). L’opera contiene dodici capitoli, tutti mediamente lunghi (il minimo è venti pagine) ed ognuno incentrato su una data. Si parte dal 9 aprile 1978, giorno in cui i due futuri MVP, all’epoca appena maggiorenni, giocarono insieme per la prima volta.

Incontro.

Il percorso termina quasi venticinque anni dopo, il 27 settembre 2002, quando Earvin chiese a Larry di introdurlo nella Basketball Hall of Fame, ovvero accompagnarlo all’altare dell’immortalità sportiva. Le tappe intermedie toccano i punti salienti delle rispettive carriere, prima parallele e poi indissolubilmente legate, dalla finale universitaria del 1979 alle Olimpiadi di Barcellona ’92. Ma c’è anche tanto spazio per le questioni più personali, su tutte le lotta di Johnson contro il virus HIV, anticamera dell’AIDS. La scrittura di Jackie MacMullan risulta scorrevole, concreta e ricca di dettagli (in alcuni casi, forse, anche troppo). Le note a piè di pagina traducono i termini tecnici e le espressioni gergali a favore dei lettori meno esperti. In generale però si tratta di un libro più adatto agli appassionati: anche chi non ha vissuto direttamente questi fatti potrà percepirne la portata, ed apprezzare come il più grande scontro nella storia del basket sia diventato il più grande incontro. Come ha detto Bird: «Non è stata una nostra scelta, ma il compiersi del nostro destino. E ora siamo legati l’un l’altro».

Perché leggere Il basket eravamo noi di Larry Bird e Magic Johnson (con Jackie MacMullan):

perché contiene tanta cronaca e tanti retroscena di grande basket; perché ogni appassionato di basket deve molto a Bird e Johnson.


Titolo: Il basket eravamo noi
Autore: Larry Bird, Magic Johnson
Editore: Baldini+Castoldi
Anno: 2011 (riedizione 2015)
Pagine: 495

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