L’emancipazione femminile attraverso lo sport

Nonostante il libro Le protagoniste sia uscito ormai un anno fa, in occasione delle posposte Olimpiadi di Tokyo (2021), l’estate ci dona l’occasione per sfogliare queste pagine. Si tratta – si badi bene – di una furba operazione editoriale, che affianca un nome conosciuto agli appassionati di Antica Grecia quale Eva Cantarella, fra le massime studiose della condizione della donna nell’Antichità, a quello di un giornalista sportivo quale Ettore Miraglia. Visto che purtroppo le due sezioni non hanno, di fatto, alcuna connessione effettiva, converrà parlarne in maniera separata.

Sportive, ma senza agonismo.

Nella sezione dedicata allo sport femminile nella Grecia e nella Roma dell’Antichità (Uno sguardo al passato), la classicista Cantarella ci porta per mano a conoscere prima di tutto le poche manifestazioni sportive del primo di questi due mondi, la Grecia. Grazie a questa sezione (che certo convince di più di quella dedicata alle gladiatrici romane) veniamo a scoprire le sottili differenze fra le corse spartane per Elena, quelle attiche per Artemide e i famosi giochi dedicati ad Era (Heraia), in cui molti continuano a vedere delle specie di Olimpiadi femminili ante-litteram. Oltre a spegnere i facili entusiasmi con la sicurezza delle fonti tipici di una storica, Cantarella sottolinea soprattutto una differenza di fondo fra sportive contemporanee e antiche: le attività sportive proposte alle ragazze greche, tranne che per un paio di elementi delle Heraia che tuttavia non fanno sistema, non erano agonistiche, al contrario di quelle dei loro coetanei maschi. Per le donne, insomma, l’importante era partecipare.

Percorsi originali.

Tutt’altra aria respiriamo nella seconda parte del libro (Le pioniere olimpiche), visto che Miraglia, giornalista del Corriere e della Gazzetta, trasferendoci nell’Età Contemporanea, ci fa conoscere donne affamate di affermazione, rivincita, acquisizione di diritti. Come dice il sottotitolo del libro, infatti, più che i successi sportivi in sé, i numerosi percorsi tematici individuati dall’autore (La conquista dell’acqua, Donne che battono gli uomini, Sport di squadra) ci fanno passare davanti agli occhi diverse lotte per l’emancipazione effettuate attraverso lo sport. Uno sguardo che spesso manca, nelle opere divulgative dedicate alla storia dello sport femminile. Inutile provare a riassumere la lunga teoria di donne presentate: vale la pena piuttosto accennare qualche scelta particolarmente originale nel campo dei percorsi – dando per presupposta la doverosa presenza di capitoli dedicati a figure quali Alfonsina Strada, Alice Miliat, Ondina Valla, Billie Jean King, Nadia Comaneci. Oltre a quello sull’intersessualità e sulle donne transgender, che ci fa comprendere come le storie di Caster Semenya e di Laurel Hubbard facciano parte di un percorso storico molto più lungo di quello che possiamo pensare, è interessante seguire il percorso sul doping, fra una prima parte legata ai regimi totalitari (soprattutto di marca comunista) del Novecento e poi una più vicina a noi legata al “dio denaro”. Verso la conclusione appaiono altre pagine assolutamente convincenti, quelle cioè dedicate al ruolo che le sportive hanno avuto nella lotta per i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti: da italiani siamo così aiutati a inserire la figura di Wilma Rudoplh (trionfatrice a Roma 1960) entro una storia più ampia. Da lì poi Miraglia amplia il discorso alle atlete nere di altri paesi, così da farci cogliere il percorso che le ha portate, nelle ultime edizioni delle Olimpiadi, a dominare quasi tutte le prove dell’atletica leggera.

Perché leggere Le protagoniste di Eva Cantarella ed Ettore Mitraglia:

per farsi una scorpacciata di storie di sport spesso conosciute, e capire come lo sport abbia aiutato le donne a liberarsi.


Titolo: Le protagoniste. L’emancipazione femminile attraverso lo sport
Autore: Eva Cantarella e Ettore Miraglia
Editore: Feltrinelli
Anno: 2021
Pagine: 200

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