La leggendaria ginnasta rumena si racconta

Il libro di Nadia Comaneci, Lettera a una giovane ginnasta, è stato scritto nel 2004 in lingua inglese ed è arrivato in Italia nel 2022, grazie alla casa editrice il Saggiatore e alla traduzione di Lucio Ruffo di Calabria. È una lettura intensa ma scorrevole, che consigliamo a tutti e in particolare al pubblico femminile, perché racconta una grande donna di sport. Nadia Comaneci (ancora in vita mentre scriviamo queste righe) è stata una ginnasta rumena, nata nel 1961 e diventata famosissima alle Olimpiadi del 1976 in Canada. All’epoca non aveva nemmeno quindici anni e sbalordì tutti, svolgendo un esercizio perfetto alle sbarre parallele asimmetriche che le valse il voto massimo dei giudici, il 10. Nessuno ci era mai riuscito. La Comaneci è perciò diventata un riferimento per il mondo della ginnastica, continuando a primeggiare negli anni seguenti. Tra Olimpiadi, Mondiali, Europei ed Universiadi le sue medaglie d’oro risultano ben 21. La sua bravura le ha permesso di distinguersi in ogni disciplina: oltre alle parallele anche corpo libero, trave e volteggio. Una farfalla, più che una ginnasta.

Temi delicati.

La sua storia però non contiene solamente sport. In Lettera a una giovane ginnasta, Nadia immagina di rispondere ad un’amica che le rivolge alcune domande, sulla sua carriera e più in generale sulla sua vita. Così facendo, l’ex campionessa riavvolge il nastro e prova a far luce sui momenti e sui motivi più importanti della propria esistenza. Un lavoro non così semplice, in cui tornano a galla temi delicati. La Comaneci ha cominciato a fare sport fin da piccola, rivelando da subito un talento fuori dal comune. A notarla ed accompagnarla verso il successo fu Bela Karolyi, allenatore che gestiva una palestra nella cittadina natale di Nadia (Onesti): nel libro viene descritto come un uomo dai modi anche ruvidi, ma fondamentalmente buono. Affidandosi a lui la giovane stella ha raggiunto traguardi fantastici nel giro di pochissimo tempo (mediamente, la carriera di una ginnasta dura meno rispetto a quella di altri sportivi). Ma durante il percorso ha incontrato alcuni ostacoli non da poco, esterni ed interiori.

Esigenze, ambizioni.

Nella sua lettera immaginaria, la protagonista si ritrova a parlare delle aspirazioni giovanili e della ‹‹voglia costante di essere straordinaria››, che l’ha spinta ad allenarsi sempre al massimo e ad obbedire ciecamente al suo coach. Ma col passare degli anni sono subentrate altre esigenze, altre ambizioni: ‹‹Il desiderio di essere un’adolescente si scontrava con il desiderio di essere un’atleta d’élite›› (cap. 5). Non solo: collezionando successi, Nadia è diventata un gioiello da esibire per la sua nazione e in particolare per il presidente-dittatore Nicolae Ceausescu, che in quegli anni aveva imposto in Romania un regime soffocante. Dunque, a nemmeno trent’anni, la ragazza si è ritrovata addosso una vita disegnata per lei da altri e continuamente controllata: ‹‹Iniziai a sentirmi come una prigioniera. (…) Dentro di me cominciai a urlare›› (cap. 9). Nadia descrive bene il processo che l’ha condotta alla decisione più drastica: scappare dal suo amato paese, a piedi, di notte, rischiando la vita. Per fortuna ce l’ha fatta, è riuscita a trovare di meglio. E anni dopo ha potuto guardarsi alle spalle con relativa tranquillità, considerando i comportamenti di ieri con la coscienza di oggi. Ne è scaturito un libro che vale la pena provare, anche se non siete appassionati di sport (a proposito, non preoccupatevi per i brevi passaggi tecnici che aprono ogni capitolo: se anche non li capirete bene, non influiranno sulla lettura).

Perché leggere Lettera a una giovane ginnasta di Nadia Comaneci:

perché è un libro che può fare riflettere sia sullo sport che sulla vita; per conoscere da vicino una grande storia di sport.


Titolo: Lettera a una giovane ginnasta
Autore: Nadia Comaneci
Editore: il Saggiatore
Anno: 2022
Pagine: 222

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