Pensare con i piedi – Osvaldo Soriano

Racconti argentini tra vita e pallone

di Saverio Necchi

“Pensare con i piedi” di Osvaldo Soriano non è un libro sul calcio. Tuttavia è un libro in cui il calcio ha un ruolo non trascurabile. Si può descrivere come una serie di aneddoti e racconti che hanno lo scopo di raccontare la vita dell’autore. Le storie attraversano una varietà di temi, ma c’è un filone portante che le rende unite e coese: è la storia dell’Argentina, sviluppata da ottiche diverse in ognuna delle tre parti in cui è diviso il volume. Nella scrittura di Soriano il livello narrativo e descrittivo si intreccia strettamente con quello introspettivo di riflessione. L’autore sfrutta gli episodi dell’infanzia e della storia del suo paese per offrire scorci della sua vita interiore e per tratteggiare personaggi importanti nell’affermazione dell’indipendenza dell’Argentina.

Nel nome del padre. La prima parte è intitolata “Nel nome del Padre” ed offri scorci della vita di Soriano bambino nell’Argentina peronista. Lo scrittore è infatti nato nel 1944 e fino al ‘55 in Argentina governava Juan Domingo Peron, generale che aveva instaurato una dittatura populista con forti venature di culto della personalità. Peron viene ampiamente citato in tutti i racconti di questa prima parte del libro. Per il piccolo Soriano, cresciuto senza conoscere altro, Peron, conosciuto familiarmente come “il Generale”, era un incrocio tra un nume tutelare e una figura paterna. Questo viene suffragato per esempio dal racconto di come, dopo avergli scritto una lettera, Soriano ricevette un set di divise da calcio. Peron è anche collegato al padre dell’autore, descritto con molto affetto ma con una punta di tristezza vedendo il fallire dei suoi tentativi di elevare la condizione della famiglia. Soriano ci racconta la vita del genitore, ispettore dei lavori pubblici e antiperonista viscerale, descrivendo il perenne scontro tra i suoi sforzi per migliorare la propria condizione e la scarsità di mezzi e possibilità. In questa sezione del libro è esibita una carrellata di altri personaggi e situazioni. Ogni racconto prende il titolo da un oggetto specifico che da il là alle riflessioni dell’autore.

L’altra storia. La seconda parte è chiamata “L’Altra Storia” e in essa Soriano racconta aneddoti con protagonisti i principali responsabili dell’indipendenza dell’Argentina. La narrazione si concentra in particolare sugli anni 1810-1814. Il taglio è molto incentrato sui contrasti tra le principali personalità politiche dell’epoca. Si delineano le diatribe tra il militare moderato Saavedra, primo presidente del governo indipendente argentino; Moreno, intellettuale dalle idee radicali; il generale idealista Belgrano e il liberale Castelli. La narrazione fa utilizzo anche di fonti epistolari. L’ultimo racconto riguarda gli ultimi giorni di Robespierre, personaggio ritenuto particolarmente simbolico per la rappresentazione dei conflitti politico-sociali che attraversarono la rivoluzione indipendentista argentina.

Pensare con i piedi. E’ la terza e ultima parte del volume, nonché quella più attinente al tema calcistico. In essa sono narrate le storie di due allenatori dell’infanzia di Soriano, con la loro influenza sul suo modo di giocare. Ma la parte del leone va alla narrazione della finale del mondiale fantasma del 1942. Vinto da una squadra di mapuches argentini contro una selezione di lavoratori tedeschi, ma l’arbitro ancora più dei giocatori fu protagonista. Soriano infatti racconta la vicenda dai contorni quasi mitici di William Brett Cassidy, figlio del leggendario cowboy Butch Cassidy. Egli, nato quando il padre era fuggito in Colombia, viene chiamato per la prima volta ad arbitrare una partita di calcio che doveva decidere sull’unificazione tra socialisti e comunisti nella Terra del Fuoco, e venne poi scelto per dirigere a suon di revolverate la finale del mondiale del 1942. E queste sono solo alcune delle bizzarrie del personaggio.

Perché leggere Pensare con i piedi di Osvaldo Soriano: per la leggerezza e la qualità della narrazione. L’autore riesce a portare il lettore nell’Argentina degli anni ‘50 e, parlando di piccole vicende quotidiane tra cui il calcio, a raccontare molto di sè e del Paese, riuscendo anche a toccare argomenti non scontati. La scrittura è piacevole e scorrevole.

Titolo: Pensare con i piedi
Autore: Osvaldo Soriano
Data di pubbl.: 1994
Casa Editrice: Einaudi Tascabili
Pagine: 212