Racconti dal calcio anni ‘80

Autobiografia di un antidivo.

Andrea Mitri è un ex calciatore attivo tra la fine degli anni ’70 e la fine degli ’80. Un decennio completo a girovagare tra squadre di Serie B e Serie C, spesso in lotta per non retrocedere (Triestina, Pistoiese, Ternana, Monza le tappe più significative). Si direbbe che non abbia mai avuto la fortuna di fare il salto di qualità, verso la fatidica Serie A, anche se in un’occasione è stato molto vicino all’approdo alla Lazio. Un giocatore “modesto” nel suo duplice significato: forse non propriamente eccelso e talentuoso; senz’altro umile e lontano da atteggiamenti da divo. Solo un personaggio con queste caratteristiche poteva testimoniare un calcio d’altri tempi, dando vita ai propri ricordi nel libro Poco sesso, niente droga e qualche gol. Si tratta di una ventina di racconti, non necessariamente legati tra di loro e collocati nel volume in apparente ordine sparso, senza un chiaro filo logico, ma con l’immediatezza di chi ha il piacere di condividere storie, emozioni, passaggi di vita. Il risultato è quasi un’involontaria autobiografia, centrata più sulle sensazioni e sui sentimenti che sulla carriera in quanto tale.

La ribalta della genuinità.

Non è difficile notare la maturazione dell’atleta, la sua crescita umana e professionale, la progressiva consapevolezza della sua personalità, solo inizialmente ribelle e fuori dagli schemi. Desideroso di essere se stesso in un mondo rigido e disciplinato. Non vogliamo essere offensivi affermando che il libro è un gustoso spaccato di calcio “minore” degli anni ’80 (quello più vero e genuino?): certo non è quello sfavillante dei grandi nomi, delle favolose imprese, delle insperate rimonte, dei miti e degli eroi. Anche se, sullo sfondo, qualche personaggio altisonante lo si trova, ma non è da considerare la figura principale, l’argomento o l’oggetto della trattazione. Quasi sempre l’elemento “famoso” diventa il contesto, la cornice, il pretesto per parlare d’altro o per introdurre il tema che sta veramente a cuore all’autore. In questo senso Andrea Mitri fa cenno a Renzo Ulivieri e Ottavio Bianchi (tra gli allenatori), ad Angelo Colombo e Luigi Apolloni (tra i suoi ex compagni: il primo approderà al Milan, il secondo al Parma), a Giacomo Bulgarelli e Ariedo Braida (tra i direttori sportivi).

Frammenti di sport e di vita.

Ogni singolo capitolo (a se stante, come si diceva) è un concentrato di flashback e poesia, un esercizio di memoria, un fotogramma che ripresenta alcune esperienze sportive dell’ex calciatore lombardo. Il libro è un insieme di tasselli he illustrano i rapporti problematici con i tifosi, l’amicizia complice con qualche compagno di squadra, le incomprensioni col proprio staff, la Superstition, le Botte, le Paure, le Stramberie, perfino i drammi personali (Paresi facciale). Vicende intense e ben raccontate. Stile, ironia, lirismo (impareggiabile quello contenuto in Come in un film di Fellini, pagine che sembrano la degna continuazione dei romanzi del grande Gianni Brera). Il lettore troverà partite e spogliatoi, gol e panchine: Mitri ci conduce dentro gli stadi, ci accompagna agli allenamenti, ci consente di affacciarci al suo calcio. Quello pulito, divertente, formativo. Agonistico senza drammatizzare, spettacolare senza ossessioni, professionistico senza dimenticare di essere umano e familiare. Dopo Il ragazzo che ero, arriviamo ai Tempi supplementari, la sezione in cui l’opera si fa un po’ più pensosa e introspettiva. C’è spazio per qualche momento di rammarico e di commozione, prima di chiudere con le proprie Dissertazioni filosofiche in cui più che al passato l’ex giocatore guarda al futuro del calcio. Pare che – neanche un bonario ottimista come lui – lo veda molto roseo…

Perché leggere Poco sesso, niente droga e qualche gol di Andrea Mitri:

per rivedere frammenti del calcio pulito e umano degli anni ’80 e per apprezzare il talento letterario di un ex calciatore professionista.


Titolo: Poco sesso, niente droga e qualche gol
Autore: Andrea Mirti
Editore: Youcanprint
Anno: 2023
Pagine: 123

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