L’autobiografia del grande ex cestista

Prospettiva ampia.

Senza filtro di Kevin Garnett è uno di quei libri che hanno una marcia in più. È un’autobiografia profonda, in cui il protagonista parla di sport ma allarga molto la prospettiva del suo racconto. E sembra davvero farlo “senza filtro”, cioè senza nascondersi, mettendoci dentro anche le parti più personali. Garnett, grandissimo ex giocatore di basket dal 1995 al 2006, non ci narra la sua vita in ordine di tempo. Preferisce creare un suo vocabolario che segue tutte le lettere dell’alfabeto: si va dalla A di Anything is possible (“tutto è possibile”) alla Z di Zero Tolerance (“tolleranza zero”). In tutto risultano 147 voci: molte riguardano lo sport e il basket in particolare. KG (soprannome del protagonista) ricorda tanti giocatori che hanno accompagnato e segnato la sua esperienza nella NBA, il massimo campionato di pallacanestro americana. Ci sono i più famosi: Michael Jordan, Kobe Bryant, Paul Pierce, Allen Iverson, Tim Duncan, LeBron James… A loro Garnett rivolge un giudizio tecnico ma anche “umano”, raccontando come li ha affrontati ma anche conosciuti in tante battaglie sul campo.

Domande, decisioni.

Poi ci sono altri colleghi, magari meno ricordati dal pubblico ma ancora più importanti per KG. Amici che hanno lasciato tracce profonde dentro di lui. Ed anche, purtroppo, persone che lo hanno lasciato prima del previsto. È il caso dello stesso Kobe Bryant ma anche di Malik Sealy, che era diventato un fratello maggiore di Garnett prima di morire prematuramente nel maggio del 2000. C’è un’intensa percentuale di dolore nelle pagine di questo libro, cosa che rende la lettura toccante ed anche interessante. Di fronte agli eventi più bui della sua storia, KG non si tira indietro. Ce ne parla come potremmo farlo anche noi: incredulità, senso di vuoto, domande che sembrano troppo grandi per avere una risposta. Forse, proprio l’abitudine a porsi domande ha reso Garnett una persona più sensibile e capace di prendere decisioni “pesanti”. Su tutte, quella di andare a giocare nella NBA direttamente dal liceo, a diciannove anni, senza passare dal college (l’università) come facevano -e fanno tuttora- i suoi coetanei. All’epoca, nel 1995, la sua scelta destò grandissimo stupore negli Stati Uniti e nel mondo del basket.

Talento, educazione.

Ma KG era sicuro: sapeva di poter reggere il grande salto dalla pallacanestro liceale a quella professionistica. Erano state proprio le stelle della NBA ad aprirgli la porta, in un incontro surreale e decisivo (‹‹una di quelle coincidenze a livello cosmico››, scrive lui) avvenuto quell’estate e che viene ben descritto da pagina 139. Nel tempo, stagione dopo stagione, Garnett si è dimostrato – stra-dimostrato – all’altezza della sua pazza idea, diventando un campione e un vincente. Grazie ad un talento totale, raffinato in tantissimi campetti di strada durante l’adolescenza. Ma anche grazie a un’educazione solida fatta di disciplina, di rispetto. Di paure, sia in casa che fuori. Di religione: non banali i passaggi sul rapporto con Dio. E poi di musica: Kevin ce l’ha dentro da sempre e se l’è portata anche in campo. Troviamo quindi diversi elementi “extra”, che però ruotano tutti attorno al basket, il vero sole nella vita di KG. Un gioco ‹‹pieno di concetti che descrivono la condizione umana: “assist”, “possesso”, “transizione”, “trappola”, “isolamento”. Una grande metafora della vita››. Provate a leggere Senza filtro: anche se non capirete tutto, ne vale la pena.

Perché leggere Senza filtro di Kevin Garnett:

perché è un libro pieno di umanità, anche caotica ma molto apprezzabile.


Titolo: Senza filtro
Autore: Kevin Garnett (con David Ritz)
Editore: Libreria pienogiorno
Anno: 2022
Pagine: 348

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