Il romanzo di formazione dell’ex capitano nerazzurro

Giuseppe Bergomi è ben conosciuto dagli appassionati di calcio. Come giocatore ha esordito in Serie A nel 1981, appena dopo aver compiuto 17 anni. Ha militato sempre e solo nell’Inter, raccogliendo oltre 500 presenze, ed è stato protagonista anche con la Nazionale maggiore (81 partite). Appesi gli scarpini al chiodo è diventato telecronista, mantenendo quell’indole già mostrata sui campi da gioco. Le sue analisi attente, equilibrate, raramente altisonanti sembrano riproporre lo stile che lo ha contraddistinto come difensore: tanta applicazione, pochi svolazzi. Con il libro Bella Zio, pubblicato nel 2018, Bergomi si cimenta anche come scrittore affiancato dall’amico Andrea Vitali, autore di professione. Il titolo fa riferimento al soprannome storico del protagonista, che da giovane fu ribattezzato “Zio” per via dell’aspetto maturo. Aprendo l’autobiografia possiamo già avere un’aspettativa di partenza, e in effetti siamo lontani dai racconti più “spericolati” di altri atleti.

Personaggio d’altri tempi.

Bergomi accenna soltanto alla carriera da calciatore: preferisce condividere coi lettori i suoi primi 18 anni di vita al servizio del calcio, dagli approcci nella provincia milanese fino ai Mondiali di Spagna 1982. Nei quali peraltro è diventato il più giovane italiano a sollevare la Coppa del Mondo (e prima di lui, solo il brasiliano Pelè aveva fatto più in fretta). Il libro è un intreccio di sport, emozioni e soprattutto legami, quelli di un bambino cresciuto in una famiglia unita e in un mondo molto diverso da quello che ci circonda oggi, se pur non così distante nel tempo. Lo stile del coautore Andrea Vitali, raffinato sino quasi al greve, contribuisce a tratteggiare Bergomi come un protagonista d’altri tempi, interprete di una mentalità che oggi sembra rarefarsi, nella cosiddetta “società liquida” che ha modificato usi e costumi.

Crescere ogni giorno.

Bella Zio è suddiviso in brevi paragrafi, ciascuno concluso da un commento in cui Bergomi cerca di fissare degli spunti di riflessione. Agli episodi d’infanzia e adolescenza si accompagnano pensieri su diversi temi quali famiglia, fratellanza, ruolo dei genitori, crescita, concezione del tempo ed anche la morte, che purtroppo ha presto incrociato la via del giovane Beppe. Particolarmente cara allo Zio risulta l’idea di allenamento, la quotidianità in cui il calciatore può imparare a conoscersi, facendo i conti coi limiti ed attrezzandosi per affrontarli al meglio. Ne scaturisce un libro non divertente ma interessante; d’altra parte Bergomi non è mai stato un calciatore spettacolare, ma sempre presente. I valori che trasparivano dal suo modo di giocare sono qui riproposti nero su bianco, e certamente ognuno di noi può trarne qualcosa di significativo.

Perché leggere Bella Zio di Giuseppe Bergomi:

per capire come rimanere uomini mentre si diventa calciatori.


Titolo: Bella Zio
Autore: Giuseppe Bergomi con Andrea Vitali
Editore: Mondadori
Anno: 2018
Pagine: 236

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