C’era una volta l’Est – Roberto Brambilla

Storie di calcio dalla Germania orientale

di Alberto Coghi

Minuto 77 del 22 giugno 1974 terza giornata della fase a gironi del Mondiale tedesco: Jürgen Sparwasser batte Sepp Maier siglando l’1-0 grazie al quale la Germania Est supera ad Amburgo la Germania Ovest. L’episodio è da molti citato come il momento principale in cui il calcio “dall’altra parte del muro” si pone sulla geografia del pallone. Fermarsi al lampo di Sparwasser risulterebbe limitante nell’analizzare un movimento calcistico che ha offerto molto fino a che ha potuto offrire (ovviamente non per propria volontà). Il libro di Brambilla non è solamente un testo che racconta l’evoluzione calcistica della Germania Est. Il testo è un efficiente strumento di analisi storica, statistica e aneddotica di una nazione assai particolare raccontata attraverso le storie delle carriere di calciatori che, non per scelta, si sono trovati ad essere protagonisti di qualcosa ben più grande e complicato di una semplice partita di calcio. Capire come una nazione del genere abbia avuto dei picchi calcistici tra il 1972 ed il 1976, vincendo due medaglie olimpiche (bronzo e oro) e strappando il pass per il Mondiale del 1974, è uno degli obiettivi del libro di Brambilla.

Thom, Ducke e i geni della panchina. Carl Jena, Magdeburgo, Dynamo Dresda e Dynamo Berlino (la squadra di Mielke e quindi della Stasi) sono le squadre di riferimento, senza però disdegnare passaggi in seconda serie e racconti di club minori. La scelta operata dall’autore è quella di analizzare con efficace meticolosità le vite di alcuni calciatori ritenuti significativi nella storia del calcio della Germania dell’Est: ne vengono fuori ritratti ed aneddoti interessanti ed esemplificativi del clima dell’epoca. Capita quindi di imbattersi in Peter Ducke: bomber incredibile (207 gol in 352 partite), ma dal carattere fumantino (una volta prese 10 giornate di squalifica per aver riposto ad un arbitro, accusato di non aver “aiutato” la sua squadra durante una finale, dicendogli “si può tenere la sua coppa di m****”). Oppure la storia di Andreas Thom, primo giocatore a trasferirsi legalmente dalla Germania Est (Dynamo Berlino) alla Germania Ovest (Bayer Leverkusen), che venne avvicinato di soppiatto da un dipendente dell’azienda delle aspirine accreditatosi come fotografo durante una partita della Nazionale. Il motivo? Anticipare la concorrenza e contattare subito una delle stelle della Dynamo. Calciatori, ma anche allenatori. Ad Heinz Krügel, unico allenatore a vincere un trofeo internazionale – la Coppa delle Coppe – con un club della Germania dell’Est (il Magdeburgo), i tifosi hanno deciso di erigere una statua nella città della Sassonia. La raccolta fondi per la sua realizzazione prevedeva un’offerta simbolica di 19,74 euro: 1974, come l’anno del trionfo europeo sul Milan di Trapattoni.

Lipsia e la disfatta della Dynamo Dresda. Brambilla passa in rassegna la storia dei grandi trionfi della Nazionale, con un affondo sull’oro Olimpico del 1976 a Montreal (quando i giocatori durante il girone erano stati etichettati come “vergogna della DDR” da parte del Ministro dello Sport per aver pareggiato contro il Brasile), e le vicende dei club al di qua del Muro. Ecco così la storia dei club della città di Lipsia dove le autorità sportive decidono di sciogliere le due squadre cittadine ed accorparle in un’unica corazzata (secondo criteri di merito sportivo e di fidelizzazione ideologica ai dettami della Stasi). Nonostante questo gli “scarti” delle due squadre riescono a conquistare il campionato nel 1963.64. Oppure la Dynamo Dresda, squadra tra le più blasonate nella Germania dell’Est, che nella Coppa delle Coppe 1985-86 si trova a rimediare una cocente sconfitta per mano di una squadra dell’Ovest, il Bayer Uerdingen, subendo nel ritorno 6 gol in 28 minuti e la fuga verso la libertà del proprio bomber Lippmann subito dopo il match. Alle imprese di campo segue un approfondimento su quello che accade fuori dal campo con un’analisi sul ruolo di Mielke e sulla violenza negli stadi. Ne viene fuori un libro che è storia del calcio ed un utile strumento di storia sociale di uno spaccato di mondo finito nel novembre del 1989.

Perchè leggere C’era una volta l’est: perché è un manuale di storia e di statistica, di un calcio che non c’è più ma che vale la pena ricordare con i racconti dei suoi protagonisti.

Titolo: C’era una volta l’Est – Storie di calcio dalla Germania orientale
Autore: Roberto Brambilla
Editore: Edizioni InContropiede
Anno: 2019
Pagine: 319