L’autobiografia dell’ex calciatore barese

Nato due volte.

Ha detto tutto? Antonio Cassano, nato a Bari il 12 luglio 1982 e rinato a Bari il 18 dicembre 1999, ha veramente detto tutto in un libro? Impossibile, anche solo per una questione temporale: la sua autobiografia, scritta con il giornalista Pierluigi Pardo, ha visto la luce nel 2008 e quindi sostanzialmente a metà carriera. Una lunga parte della storia è rimasta fuori, dai controversi anni di Milano -con tanto di operazione al cuore- a quelli più intensi di Parma, passando per Euro 2012 (Cassano-Balotelli, altro che gli Avengers) e fino al ritorno alla Sampdoria. Anche dieci anni dopo l’uscita del libro, Antonio Cassano sarebbe stato ancora un calciatore, non avesse deciso di ritirarsi dopo gli ultimi camei con Hellas Verona (estate 2017) e Virtus Entella (ottobre 2018).

Alla ricerca di sé.

In Dico tutto non si parla solo di calcio. Anche perché spesso l’uomo Antonio ha interferito direttamente con il giocatore Cassano, depistando una carriera ricca di soddisfazioni ma povera di trofei. Due scudetti (Real Madrid 2007, Milan 2011) ed altrettante Supercoppe italiane (Roma 2001, Milan 2011): non poco in senso assoluto, ma poco per un talento così acclarato. Proprio il dualismo tra utile e dilettevole è uno dei nodi che l’attaccante prova a sciogliere, quando nel penultimo capitolo del libro ammette: «Se volevo vincere rimanevo a Madrid, facevo sacrifici, davo il 100 per cento di quello che avevo. Io non sono mai andato oltre il 60». E poco dopo: «Il problema è che siamo nati con il mito assoluto delle vittorie». All’atleta modello, che sacrifica corpo e mente al raggiungimento di traguardi, Cassano replica con il suo modello: quello di chi si accontenta di «star bene con me stesso, di vivere da re».

La svolta.

E dunque? Antonio Cassano da Bari Vecchia è questo? Un talento sprecato? Un uomo che si accontenta? Forse no. Perché a ben vedere, proprio quando poteva crogiolarsi nel successo più mondano, quello toccato con mano a Madrid, FantAntonio ha sterzato come in uno dei suoi volteggi sul campo. Tornando indietro e tornando a splendere con la maglia della Sampdoria, che ne ha rigenerato la carriera e ci ha restituito un campione. Non un vincente, ma importa il giusto: in fondo Cassano, ragazzo cresciuto lontano dal padre e vicino alla malavita, il suo successo l’ha assaggiato a Genova, dove si è addirittura sposato (con una pallanuotista, dopo sei-settecento soubrette…) ed è diventato padre di due figli. Quindi attenzione: chissà che leggendo tra le righe del personaggio – simpatico, spaccone, irritante, scegliete voi – non possiate scorgere qualcosa di più. Altrimenti rimangono le cassanate, ottime e abbondanti. Ma quelle ve le lasciamo leggere in pace.

Perché leggere Dico tutto di Antonio Cassano:

perché Cassano, nonostante tutto, va ricordato. Perché anche la sua storia può far riflettere.


Titolo: Dico tutto
Autore: Antonio Cassano (con Pierluigi Pardo)
Editore: Rizzoli
Anno: 2008
Pagine: 179

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