La vera storia di Brigitte Lampion, calciatore e gentiluomo

Lampion chi?

Nel libro El piede de Dios c’è il tipico umorismo di Teo Teocoli. Assieme a lui la giornalista Gabriella Mancini, non nuova a esperienze di collaborazione con il famoso comico. Insieme raccontano le rocambolesche avventure di un improbabile calciatore spagnolo, tale Brigitte Lampion (nome rigorosamente femminile…), che alla non più tenera età di quarantanni – o giù di lì … – finalmente trova l’occasione della vita, di entrare a far parte nientemeno che della Primavera dell’Inter. Situazioni paradossali, vicende grottesche. Storia, com’è ovvio, del tutto inventata e appositamente rappresentata con esagerazioni, assurdità, eccessi. Un susseguirsi di gag e di siparietti, un avvicendarsi di personaggi estrosi, bizzarri, strampalati. La classica comicità del grande Teo, insomma.

Personaggi e interpreti.

Scorrendo il testo, vivace e avventuroso, pare di vedere Teocoli in video o a teatro in uno dei suoi spettacoli; impegnato in monologhi pieni di battute e stramberie, in cui la quotidianità e le persone più strane diventano protagoniste con una massiccia dose di imprevedibilità, eccentricità, non senso. Gli autori hanno dato vita a un “romanzo” brillante e spiritoso, creando una figura inimmaginabile – il protagonista, Brigitte –, per giunta proveniente da una sgangherata famiglia: la mamma Madame Coulotte, il papà ‘Anando, i fratelli Amable e Catilina. Ci si imbatte anche in altre comparse, quali lo scopritore del talentuoso (…) aspirante calciatore, e poi suo personale procuratore (?!), il pescivendolo Alex Braciola. O il presidente della sua prima squadra di calcio, Monsieur Beaujolais che, da intenditore e assaggiatore di vino, aveva fatto stampare sulle maglie dei giocatori un fiaschetto. O ancora, le varie fidanzate di Brigitte: Rosa, Giusy, “Carmelaèunabambola”. Una di esse, la cosiddetta “Venere tascabile”, diventerà sua moglie. Matrimonio, location, invitati, tutto viene descritto in maniera esilarante.

Carriera… senile.

La vita in Spagna di Lampion, lo spilungone di due metri col 48 di scarpe, non riesce a decollare. Si cimenta di tanto in tanto in esecuzioni di canzoni arabe, insopportabili e fischiatissime. Non abbandonerà mai definitivamente il sogno di una carriera musicale (il suo repertorio arriverà a prevedere fino a ben tre classici di Frank Sinatra), neanche quando intraprenderà quella altalenante di calciatore. Con la propria famiglia, tranne il papà, impegnato a fare il disoccupato in patria, emigra in Francia. Qui vive le prime esperienze di calcio e poi, grazie a mister Braciola, tenta il salto di qualità nel nord Italia. Per poi provare a Napoli. E poi ancora a Roma. Finché, rientrando a Milano, ritroverà gli amori della sua vita: una moglie e una squadra. E dove, a 70 anni, darà l’addio al calcio, alle proprie ambizioni e alle proprie avventure.

Enzo, il Maestro.

Il libro non ha intenti e pretese particolari. Se non quelle di divertire, di raccontare in maniera scherzosa e scanzonata il mondo del calcio che per tutti (anche per i meno portati e i meno atletici), rappresenta una sorta di specchietto per le allodole. Si citano calciatori, allenatori, presidenti reali, accennando con simpatia ed ironia a loro imprese, ad immaginari intrighi, a spassosi retroscena. Non c’è nessun sarcasmo e nessuna volontà di denigrare. Teocoli non intende lanciare accuse, sbeffeggiare o ridicolizzare. Vuole semplicemente divertirsi facendo divertire. E ricordando. Tra gli avvenimenti sportivi, soprattutto i Mondiali dell’82 e molti campioni del recente passato. Tra i fatti di costume, gli ambienti dei Navigli milanesi, con le loro atmosfere ambigue popolate non di rado da individui strani e malavitosi. Realtà evocate e descritte nelle canzoni di Giorgio Gaber e ancor più in quelle di Enzo Jannacci. Verso quest’ultimo, l’autore ha parole di grande stima e totale ammirazione: un maestro, per lui. Teocoli sembra avere un moto di serietà, quasi un cedimento alla commozione e al coinvolgimento personale. Proprio in un capitolo centrale dedicato al Jannacci (“Quella sera c’era Enzo”) la fantasia cede il passo alla realtà e la riconoscenza si insinua tra la pieghe della spensieratezza e della goliardìa. Eccolo, il Teo! Appare quasi di persona e, un po’ sornionamente, sembra farci l’occhiolino. Lui, il mattatore gentiluomo.

Perché leggere El piede de Dios di Teo Teocoli (con Gabriella Mancini):

per rilassarsi e divertirsi in compagnia di un improbabile e fantasioso aspirante campione di calcio; per godere anche in questo testo dello stile paradossale e della comicità di Teo Teocoli.


Titolo: El piede de Dios
Autore: Teo Teocoli (con Gabriella Mancini)
Editore: Solferino
Anno: 2022
Pagine: 185

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