Fino al palazzo – Piscopo & Volpe

L’epopea del Napoli di Maurizio Sarri

di Giacomo Moccetti

“La bellezza salverà il mondo” (F. Dostoevskij)

26 febbraio 2018, Stadio Sant’Elia di Cagliari, minuto 61: il Napoli allenato da Maurizio Sarri, in vantaggio per 2-0 sui padroni di casa, segna con Hamsik il terzo gol del match al termine di un’azione composta da 18 passaggi dove tutti e undici i giocatori in campo toccano il pallone. È l’apoteosi, la sublimazione del concetto di calcio proposto da Maurizio Sarri. Un’idea calcistica che nell’arco di tre stagioni ha sconvolto il mondo del pallone italiano, dando vita a dibattiti infiniti sul senso stesso del gioco, con discussioni sul valore della vittoria e sul mezzo per raggiungerla, un periodo storico che ha visto la nascita di una disputa ideologica tra gli adoratori di Sarri e i loro oppositori. “Fino al palazzo”, scritto a quattro mani da Fabio Piscopo e Gianmarco Volpe, è il racconto di quelle tre stagioni – da agosto 2015 a maggio 2018 – ma pure il resoconto dello sviluppo del movimento sarrista e della battaglia ideologica tra “sarristi” e “anti-sarristi”.

La rete di Marek Hamsik in Cagliari-Napoli 0-5.

Il gioco come Rivoluzione. Tutto nasce da una pagina Facebook chiamata “Sarrismo – Gioia e rivoluzione”. Dove, come spiegano gli stessi autori, il Sarrismo è l’ideologizzazione del concetto calcistico di Sarri, la Gioia è quella per il gioco come puro divertimento, e la Rivoluzione è il rovesciamento del pensiero tipicamente italico per cui vincere è l’unica cosa che conta. I gestori di questa pagina si lanciano nell’esaltazione di Sarri e del suo calcio, trasformando l’esperienza degli azzurri in chiave politico-comunista, ed ecco che il tecnico diventa “Il Comandante”, Insigne diventa “la spia di Frattagrad”, i ritrovi dei seguaci di Sarri assumono la denominazione di “Internazionale Sarrista”. Un gioco ironico che è gioco fino a un certo punto: dalle pagine di Piscopo e Volpe emerge chiaramente un’avversione per la Juventus e quel concetto prettamente bianconero della vittoria ad ogni costo e come unico obiettivo. Si parla di calcio ma entra in gioco la concezione del calcio e, quindi, della vita. Per i sarristi la Bellezza è l’obiettivo, la vittoria una piacevolissima conseguenza, e se non arriva poco importa perché il viaggio è più importante della destinazione.

Esaltazione e retorica. In quasi 140 pagine gli autori danno voce al “Comitato Centrale” di “Sarrismo – Gioia e Rivoluzione” e raccontano con dovizia di dettagli i tre anni di Sarri sulla panchina del Napoli: il cambio modulo con l’addio al trequartista a favore del 4-3-3, gli scontri tra tecnico e presidentissimo, il doloroso ma pure decisivo addio di Higuain, l’esplosione di Mertens come bomber, l’evoluzione di un gioco sempre più affascinante, la sfida alla Juventus e il sogno scudetto. C’è tutto, e forse questo lo rende un libro da leggere non tanto adesso – quando ancora le gesta di quel Napoli sono fresche – bensì una pubblicazione da rispolverare fra una ventina d’anni, quando la memoria giocherà brutti scherzi e allora sfogliando quest’opera ci si potrà rigustare l’epopea sarrista. È un libro scritto egregiamente, scorrevole, che sa essere ironico e pure consapevole, con gli autori coscienti di correre il rischio di apparire patetici e retorici nell’esaltazione di quella che – albo d’oro alla mano – è la storia di una sconfitta. Ma se ne fregano di questo rischio, perché “cosa resta del calcio se togli l’epica, l’iperbole, il cazzeggio?”.

L’esperienza della Bellezza. “Fino al palazzo” è la storia di una rivoluzione fallita, ma per gli autori ciò che conta non è l’esito bensì la storia che – va detto – è stata esaltante da vivere in tempo reale, ma risulta forse un po’ piatta tra le pagine del libro. Il risultato però non va probabilmente imputato agli autori, semplicemente è una sorta di impresa impossibile rendere per iscritto ciò che ha fatto vibrare i cuori di tanti nel corso di tre lunghi anni. Insomma, non si tratta del “miglior libro sul calcio mai scritto in un paese a regime capitalista” come recita la quarta di copertina, non è bello quanto il Napoli di Sarri, non è rivoluzionario nel suo svolgimento, e qualche passaggio potrebbe risultare un po’ noioso come uno sterile tiki taka. D’altra parte un diario ha il compito non tanto di divertire, piuttosto di tramandare ai posteri i fatti, e questo Piscopo e Volpe lo fanno egregiamente. L’esperienza del Napoli di Sarri e del suo seguito di sarristi è messa nera su bianco, e vuole insegnare che quando ci si lascia trascinare da un’idea affascinante ci si può far cambiare. Magari non si raggiunge il Palazzo che si voleva abbattere, ma il cambiamento rimane dentro al cuore. I ragazzi di “Sarrismo – Gioia e Rivoluzione” quell’esperienza di Bellezza non la dimenticheranno mai. Forse un giorno daranno loro dei patetici, ma le rivoluzioni, anche se falliscono, ti segnano per sempre.

Perché leggere Fino al palazzo: perché, come diceva Zdenek Zeman, “talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti”.

Titolo: Fino al palazzo
Autore: Fabio Piscopo e Gianmarco Volpe
Editore: Sarrismo – Gioia e Rivoluzione
Anno: 2019
Pagine: 138