Il tennista desaparecido

Martoriata Argentina.

Roberto Brambilla e Alessandro Mastroluca, giornalisti sportivi, si sono cimentati in un lavoro storiografico di notevole spessore. Con metodo e rigore, e con il desiderio di tramandare la memoria di crimini, orrori, privazioni della libertà. La ricostruzione della carriera del tennista Daniel Schapira è l’occasione per riproporre la tragedia dei desaparecidos e le atrocità compiute dal regime militare che ha imperversato in Argentina dal 1976 al 1983. Dónde está Daniel Schapira il titolo, evocativo di una domanda che non ha risposta e che nasconde misteri e terribili oscurità. Il testo si apre con una necessaria introduzione storica, un richiamo ai cambiamenti politici avvenuti in Argentina tra il 1943 e il 1976. Tensioni, golpe, avvento e caduta di Juan Domingo Peròn, nascita e sviluppo del peronismo. Abbozzi di democrazia e libere elezioni, autoritarismi, cancellazioni di diritti civili ed eliminazione di vite umane. I fatti e i personaggi del Prologo introduttivo si affacceranno costantemente nel corso del libro.

Il tennista e il militante.

Dopo la breve e funesta cornice, gli autori si avvicinano alla figura del tennista presentandone la famiglia benestante, il tenore di vita dignitoso, l’educazione solida e spensierata. Descrivono con precisione gli impegni di Daniel, tennista e maestro di tennis in un’atmosfera tutto sommato rilassata e serena. Ma ben presto il racconto si fa cupo e drammatico restituendo il tremendo clima di quegli anni e prendendo in esame il Daniel Schapira “militante” e desaparecido. Pagine forti, vive, che documentano con mille particolari le circostanze e le modalità che hanno portato alla sua atroce fine. Insieme alle trentamila vite annientate e sparite nel nulla, rubate al proprio destino e strappate alle loro famiglie. Proprio come la moglie di Schapira, Andrea, o come altri suoi familiari, i professori universitari, i compagni di studi e di lotta. Tutti scaraventati nel luogo simbolo dello sterminio e delle torture, la famigerata ESMA (Escuela de Mècanica de la Armada).

Rievocare per non dimenticare.

Varie sono le testimonianze della promettente attività agonistica di Schapira, e della sua attività di insegnamento presso alcuni club tennistici di Buenos Aires. E numerose anche quelle relative alla sua militanza politica, alla leadership in ambito universitario e alla decisione di darsi alla clandestinità. Il lettore è trascinato nel tumulto degli avvenimenti, sussulta per le aspirazioni di giustizia, ammutolisce di fronte a tanta crudeltà. E si chiede perché il mondo – interconnesso e consapevole – abbia lasciato fare, si sia chiuso e trincerato dietro insensibilità e fatalismo. Il libro compie una grande opera meritoria. Indagare e rievocare perché non si dimentichi, non si insabbi, non si omologhi il bene e il male, non si manchi di perseguire colpe e misfatti. È anche grazie a questo piccolo, straordinario, impeccabile contributo che Daniel Schapira, uomo di sport e “combattente”, non finirà nell’oblio. Nel mondo e nel suo paese. Dove da tempo suo figlio Danielito (che non ha mai conosciuto il proprio padre) si è impegnato per preservarne la memoria e il sacrificio, ottenendo significativi riconoscimenti, insieme a commemorazioni e a riabilitazioni.

Memorie viventi dell’uomo e del campione.

Il valore aggiunto di quest’opera pensiamo sia nella qualità e nell’affidabilità di coloro che hanno aperto agli autori il loro cuore straziato e i loro sofferti ricordi. Testimoni diretti, con notizie di prima mano, vicini al protagonista, implicati e coinvolti in prima persona negli eventi raccontati. Su tutti Edgardo (il fratello minore di Daniel) e Gabi Yankilevich (sorella di sua moglie Andrea). Ma anche attuali rappresentanti delle istituzioni, docenti, giornalisti, amici, conoscenti, estimatori del campione. Memorie viventi di una tragica avventura su cui non si sono mai rassegnati a far scendere il velo della dimenticanza e dell’arrendevolezza. Tutti ricordati nelle pagine finali. Con un posto in primo piano nel glossario collocato al termine del libro, che permette di ripercorrere sinteticamente la parabola di Schapira con nomi, episodi, località, vittime e carnefici. Gli autori, Brambilla e Mastroluca, dimostrano quanto lo sport sia saldato con la vita, e non sia (non deve mai essere) un’isola felice avulsa dalla storia e dagli accadimenti. Indicano come sia popolato da uomini e donne desiderosi non solo di esibirsi e fare passerella, ma di lanciare messaggi positivi e trasmettere valori. Battendosi concretamente per degli ideali, qualora ce ne fosse bisogno. Come Daniel Schapira. Rischiando la vita e, nonostante questo, lottando fino alla fine.

Perché leggere Dónde está Daniel Schapira di Roberto Brambilla e Alessandro Mastroluca:

per non dimenticare la tragica vicenda del tennista argentino e degli altri sportivi “desaparecidos”; per apprezzare il tenace impegno del protagonista per la giustizia sociale e la libertà; per la completezza documentale e l’oggettività narrativa del libro.


Titolo: Dónde está Daniel Schapira
Autore: Roberto Brambilla e Alessandro Mastroluca
Editore: Battaglia Edizioni
Anno: 2022
Pagine: 144

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