L’ultima estate di Berlino – Federico Buffa

Le Olimpiadi ai tempi del nazismo  

di Carlo Necchi

L’ultima estate di Berlino è un libro di sport nella Storia e nelle storie. La Storia è quella grande, che scorre sino a noi, il mosaico di cui le vicende minute, irripetibili e decisive dei singoli protagonisti rappresentano le tesserine. Il romanzo del tandem Federico Buffa-Paolo Frusca poggia le sue fondamenta sulla linea del tempo e vi estrae piccole-grandi gesta, per un lavoro riproposto anche in vesti teatrali e che in ogni caso merita la nostra attenzione. Nella fattispecie, la Storia con la maiuscola sono gli undicesimi Giochi Olimpici dell’era moderna, svoltisi a Berlino nell’agosto 1936. Le trame più piccole sono invece due, per un espediente molto funzionale all’intento narrativo.

Due protagonisti. Quattro occhi ci guidano per le trecento pagine del libro, palleggiandosi la narrazione ad intervalli più o meno regolari ma con toni diversi. Sono gli occhi del tedesco Wolfgang Furstner, soldato reduce dalla prima guerra mondiale e del giornalista statunitense Dale “Buddy” Warren, inviato per conto dell’Herald Tribune. Interessante il gioco dei doppi, sia gli autori in copertina che i protagonisti del romanzo; in particolare negli accenti del secondo, l’americano, riecheggiano malcelate sfumature di Buffa, avvocato donato al giornalismo prima e al teatro poi che con gli USA ha avuto spesso (e volentieri, aggiungiamo senza timore di smentita) a che fare.

Due punti di vista. Furstner e Warren ci introducono nella Berlino di metà anni Trenta: le rispettive parabole scorrono parallele incrociandosi accidentalmente a metà romanzo. Il lettore può godere di un duplice punto di vista: il tedesco nella sua Berlino, cuore pulsante del nazionalsocialismo hitleriano e il turista americano, emerso dalle paludi dell’Alabama ed in rampa di lancio come gli States d’inizio Novecento. In mezzo ai due mondi, il filo conduttore dello sport nella sua veste più antica e rispettata, quella delle Olimpiadi che ogni quattro anni riuniscono ed uniscono rappresentanti di tutto il globo in poche centinaia di metri quadri. Occasione d’oro per il nazismo, che in quelle due settimane dell’agosto ’36 organizzò mirabilmente la sua propaganda dagli echi mondiali, allestendo un Villaggio Olimpico d’avanguardia e ripulendo a dovere le strade della capitale. Anche dagli odiati ebrei, naturalmente.

L’eroe. Sullo sfondo ma non troppo, lo sport vero e proprio che alle Olimpiadi berlinesi fece rima con Jesse Owens, l’americano di colore che dominò l’atletica tornando a casa con ben 4 medaglie d’oro (nei 100 e 200 metri, nella staffetta 4×100 e nel salto in lungo… col dubbio dell’aiutino). Storia dello sport, ma non solo come detto: personaggi ben ritagliati ruotano attorno ai due protagonisti intrecciando fatti reali ed emozioni intense, per un romanzo sportivo e storico ma soprattutto profondamente umano.

Perché leggere L’ultima estate di Berlino di Federico Buffa e Paolo Frusca: per conoscere “dall’interno” una storia vera e un’edizione storica delle Olimpiadi.

Titolo: L’ultima estate di Berlino
Autore: Federico Buffa e Paolo Frusca
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Rizzoli
Pagine: 302