Dove sta andando il mondo del pallone?

«Il calcio ha perso cerca risposte nei numeri, nelle storie e nelle parole dei protagonisti. Il calcio ha perso è dedicato a chi guarda le partite, va allo stadio e trasmette la propria passione ai figli. È dedicato a chi, nonostante tutto, ci crede ancora».

Non si può parlare di un libro infinitamente utile come Il calcio ha perso senza avere negli occhi la recentissima delusione della Nazionale Italiana di Calcio di Roberto Mancini che, dopo aver trionfato nell’estate 2021 agli Europei, non è riuscita a qualificarsi per la seconda volta consecutiva ai Mondiali che si giocheranno in Qatar nell’inverno del 2022. Il libro infatti consente una riflessione su quanto il calcio abbia preso un rettilineo verso il profitto, quasi dimenticandosi del fatto che sia uno sport che nasce dalla passione di molti e per il divertimento di tutti, in primis di tifosi (il soggetto realmente più “colpito” dai casi citati nel libro). Franco Vanni, nota penna calcistico economica de La Repubblica, ed il più giovane Matteo Spaziante, giornalista di Calcio e Finanza, offrono uno strumento utilissimo per mettere a fuoco alcune questioni sistemiche dell’universo pallonaro che permettono di cogliere la direzione in cui sta andando il mondo del pallone. Per farlo i due autori studiano e approfondiscono nel dettaglio diverse tematiche che hanno riguardato il calcio negli ultimi anni – tra i tantissimi temi trattati ci sono i fondi di private equity, il Fair Play Finanziario, la nuova UEFA Champions League di Ceferin e la Superlega – e cercano di metterle alla portata di tutti con un linguaggio comune, in modo che il contenuto possa essere fruibile e comprensibile agevolmente al lettore interessato. Risultato pienamente riuscito.

Il tifoso abbandonato.

Obiettivo del libro di Vanni e Spaziante è quello di portare sotto gli occhi di tutti gli elementi con i quali si può affermare con sacrosanto realismo che l’industria calcistica viaggia a gonfie vele verso un’implosione che se non sarà di natura economica, sarà dovuta al fatto che i veri “acquirenti” del calcio, i tifosi, si saranno stancati e delle spese folli e dei continui sballottamenti. Per farlo gli autori dividono l’elaborato in tre grandi parti. Una dedicata ai protagonisti del calcio: i tifosi, obbligati per questioni di diritti televisivi principalmente ad aprire costantemente il proprio portafoglio; i giocatori stessi, sballottati in un’asimmetria tra ingaggi faraonici e continue richieste di giocare senza sosta; i presidenti, sempre meno appassionati e senza più desiderio di investire; ed infine i procuratori, eminenze grigie di un mondo dove sembrano farla da padroni con le loro commissioni mastodontiche. La seconda parte invece tratta i tentativi di evolversi delle società avendo come obiettivo la crescita ed il profitto, dato per assodato che il calcio come fenomeno trainato dalla passione non esiste più. Da ultimo un affondo interessante e coraggioso, in quanto è un universo davvero intricato e in costante divenire, nella descrizione dei tornei e degli introiti legati ad essi, partendo dal crollo della serie A ed arrivando al boom della Premier League, toccando la nascita dell’attualissima Super Lega. Gli autori trattano tutto con la lente di ingrandimento dell’investigatore calcistico, utilizzando un setaccio che trattiene davvero poco di realmente virtuoso in grado di far crescere tutto il movimento. Il futuro del calcio, oltre che sembrare sempre più per pochi, appare realmente un grande enigma di difficile soluzione.

Perché leggere Il calcio ha perso di Matteo Spaziante e Franco Vanni:

perché offre un quadro in parole povere e molto chiare delle evoluzioni contemporanee che sta avendo il calcio, spiegando una volta per tutte questioni come le blokchain e gli eSports.


Titolo: Il calcio ha perso. Vincitori e vinti nel mondo del pallone
Autore: Matteo Spaziante e Franco Vanni
Editore: Mondadori
Anno: 2022
Pagine: 216

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