Un romanzo interista

Quarant’anni di vita nerazzurra.

Non è un vero e proprio romanzo quello di Francesco Rago, a dispetto di quanto recita il sottotitolo. Del resto, volendo parlare dell’Inter, non c’era certo bisogno di elaborare una trama con colpi di scena e suspence: la storia stessa del club, anche la più recente, è di per sé avventurosa e romanzesca… Il nero dipinto di blu è dunque la testimonianza di un tifoso interista: la nascita della “vocazione”, il perseverare in questa fede nonostante il susseguirsi di campionati da incubo, la resistenza nel sopportare prese in giro e sfottò di amici e compagni di scuola, la passione nel seguire la propria squadra anche quando il suo cammino era deludente e in salita. L’anima del volume è l’amore incrollabile per la “Beneamata” e i suoi rappresentati: ci sono i presidenti, gli allenatori e tanti, tantissimi giocatori. Il periodo raccontato è quello che va dai primi anni ’80 fino al 2022, dalla primissima infanzia dell’autore alla sua maturità. Ogni annata è presa in esame in maniera dettagliata, ricordandone i protagonisti (positivi e negativi), le partite che hanno dato lustro alla stagione e quelle che l’hanno irrimediabilmente compromessa. Le posizioni in classifica, acquisti, cessioni. I realizzatori, i leader, i campioni; i calciatori sopravvalutati, quelli indolenti, i semisconosciuti e misteriosi, quelli inutili e inconcludenti. L’Inter ne ha visti di tutti i colori. Francesco ne ha visti di tutti i colori.

Fede solida e inattaccabile.

Rago ha gioito per il Triplete (e prima ancora per lo scudetto dell’era Trapattoni), oltre che per il ciclo vincente di mister Roberto Mancini. Ha pianto, si è disperato, è rimasto ammutolito decine e decine di volte: quando sembrava cosa fatta la conquista dello scudetto (nel cuore di quale interista si è mai rimarginata la ferita del 5 maggio 2002?) o una qualificazione europea, e quando assisteva al tracollo in occasione di spareggi o di partite decisive. Gli esempi sono tanti. Tutti fedelmente registrati. Con onestà, senza cercare attenuanti o accampare scuse. L’autore non si fa problemi a riportare le osservazioni critiche mosse negli anni alla sua squadra. Il tempo trascorso non gli ha fatto certo dimenticare sofferenza, stupore e incredulità per tanti campionati incolori. La sua fede si rivela forte e inattaccabile. Con la sola tentazione – un momentaneo cedimento, niente di più – di trasferire il proprio interesse sportivo alla squadra della propria città, l’allora brillante Piacenza di Gigi Cagni. Nessuna sbandata per i colori juventini o, peggio ancora, milanisti. Anzi, nei riguardi dei cugini rossoneri nutre una certa idiosincrasia, alimentata da qualche sonora sconfitta nei derby (come dimenticare, ad esempio, il sei a zero del 2001?). Tifoso vero, leale e corretto. Non fatica a riconoscere i meriti dei club antagonisti che, con scelte oculate ed azzeccate, hanno aperto cicli in Italia e in Europa con squadre solide, spogliatoi uniti, allenatori innovativi e vincenti.   

Notti nere e azzurre giornate.

Le pagine più belle, serene e intrise d’orgoglio, sono quelle dedicate all’acquisto di Ronaldo e alle sue imprese, poi al personaggio Mourinho e ai suoi successi, a Giacinto Facchetti dirigente gentiluomo, agli anni del “Mancio”, al periodo dello strapotere nerazzurro. Insieme allo scudetto di Antonio Conte e al quasi scudetto di Simone Inzaghi. Senza dimenticare le sgroppate di Capitan Zanetti, i gol del Principe Milito, le punizioni del panzer Lothar Matthäus. Il doppio passo del Fenomeno o la potenza dell’Imperatore Adriano. Il nero dipinto di blu è un testo bicromatico, dai toni chiaroscuri, proprio perché evoca gli alti e bassi di una squadra di calcio gloriosa che ha trascorso – come indicano i suoi colori sociali – momenti di notte fonda (nero o buio pesto) ed altri solari e nitidi come l’azzurro del cielo. Un testo che incrocia e attraversa la vita di ciascuno, rimanda ricordi, richiama vissuti: quarant’anni di fatti sportivi che hanno accompagnato infanzia, giovinezza e maturità di tanti e tanti tifosi. Colonna sonora emotiva e sportiva di non poche generazioni nerazzurre.

Perché leggere Il nero dipinto di blu di Francesco Rago:

perché è la sintesi puntuale e precisa dell’esperienza dell’autore al seguito della propria squadra del cuore, nei suoi quarant’anni da tifoso; perché racconta molteplici momenti sportivi che evocano e riportano a diverse situazioni della vita personale di ciascuno.


Titolo: Il nero dipinto di blu
Autore: Francesco Rago
Editore: Ultra Sport
Anno: 2022
Pagine: 175

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