Il peso dell’acqua – Gregorio Paltrinieri

Perché il campione olimpico non è felice?

di Carlo Necchi

Il Paradosso. Si può vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi e non essere felici? Gregorio Paltrinieri ha qualcosa da dirci al riguardo. A Rio 2016, trentunesima edizione dei Giochi, il nuotatore carpigiano ha trionfato nella sua specialità ovvero i 1500 metri a stile libero; ma l’agognato alloro, anziché stappare lo spumante della gioia pura, ha scoperchiato il suo personale vaso di Pandora riportando a galla un vecchio nemico. Il peso dell’acqua, per l’appunto. Una zavorra tanto familiare quanto ostile, pronta a tornare all’assalto nelle occasioni importanti e capace di convogliare le emozioni più attese nel canale del malcontento.

Il Problema. Paltrinieri ne parla con insistenza all’interno del suo libro in cui il presente narrativo si sposta da un capitolo all’altro, rimbalzando di continuo dal 2016 brasiliano alle esperienze precedenti che ne hanno segnato vita e carriera. Il racconto dedica spazi significativi ad alcuni coprotagonisti, dai genitori ai primi allenatori di Gregorio passando per la fidanzata, “la Leti” conosciuta sui banchi di scuola, ed altri sportivi come gli amici e concorrenti Gabriele Detti e Mack Horton. Fino allo specialista del salto in alto Gianmarco Tamberi: quest’ultimo in particolare assurge alla ribalta nell’ultima sezione del testo, perchè incontrandolo e poi conoscendolo Paltrinieri è riuscito a fare un po’ d’ordine tra gli scaffali della mente, diradando anche la nebbia attorno a quel peso che lo marcava a uomo e che continua a scrutarlo con una certa complicità.

La svolta. Di cosa si tratta dunque? Perché un ragazzo di ventun anni vede realizzarsi il sogno di una vita senza riuscire a goderne? Paltrinieri trova una spiegazione nel “dover sempre vincere” e “rispondere alle aspettative ogni volta più alte”, degli altri e soprattutto di sé stesso. Questo è il “peso dell’acqua”, quell’acqua che per un predestinato come Greg è divenuta compagna e condanna, condizione privilegiata e al contempo esame continuo. Tipico dei predestinati, si potrebbe dire. Ma il punto è un altro: a questo fardello Greg deve concedere l’ultima parola? La sua carriera sarà un continuo slalom tra i paletti delle aspettative e delle conseguenti pressioni? Nelle ultime pagine, dopo aver riportato la narrazione all’immediato post Rio, Paltrinieri sviluppa queste riflessioni individuando un punto di svolta interessante, che gli ha consentito – e, si spera, gli consentirà – di convivere con il suo peso senza farsi soffocare. Il libro racconta dunque la crescita, progressiva negli anni ma repentina in alcuni momenti, di un super atleta capace di non lasciarsi in pace e di non accomodarsi sugli allori di un successo alle volte persino scontato, o quantomeno prevedibile.

Perché leggere “Il peso dell’acqua” di Gregorio Paltrinieri: per capire meglio la mentalità di chi è abituato a vincere.

Titolo: Il peso dell’acqua
Autore: Gregorio Paltrinieri
Editore: Mondadori
Anno: 2017
Pagine: 191