La storia della prima campionessa olimpica italiana

Esce come undicesimo volume di una piccola collana intitolata «Fatterelli bolognesi», questo agile librettino per ragazzi («consigliato da 8 anni», dice la controcopertina, ma forse mancano un paio di anni), che finalmente viene a colmare un vuoto: raccontare senza banalizzare anche ai più piccoli le vicende sportive della prima azzurra capace di vincere una medaglia alle Olimpiadi, negli 80m ostacoli a Berlino 1936.

Visualizzare Ondina

Prima di tutto – e non è scontato, nell’editoria indipendente italiana di oggidì … – L’oro di Ondina ha delle illustrazioni da urlo, frutto del lavoro di Antonella Cinelli: chi ha dimestichezza con le foto d’epoca di Trebisonda “Ondina” Valla, infatti, le riconoscerà, trasfigurate nel nuovo rendering dell’artista appartenente alla Nuova Figurazione Italiana, che rinuncia ai colori accesi e ai tratti fumettistici per alzare al contrario l’asticella al proprio giovane lettore: bianco e nero, addirittura, ma un bianco e nero capace di ridare il sapore di un’epoca.

Una marcia di avvicinamento in 8 tappe

La trama, poi, ripercorre in maniera fedele le varie tappe (qui spalmate su otto brevi capitoli) della vicenda biografica dell’atleta bolognese: l’infanzia col padre artigiano e la mamma scontenta di quella figlia sin troppo esuberante; la scoperta da parte del talent scout Vincenzo Costa durante una gara scolastica; l’amicizia con la coetanea Claudia Testoni; le prime gare internazionali; l’esclusione dalle Olimpiadi di Los Angeles 1932; il trionfo a Berlino, e infine il ritorno in Italia, con giusto un’appendice finale dedicata ai luoghi di Bologna, giacché tuttora oggi, andando allo stadio a vedere giocare il Bologna a calcio, si può intravedere la quercia olimpica fatta piantare da Ondina. Tarozzi, che è giornalista sportivo, riesce a fare un buon lavoro divulgativo, perché, lungi dall’appiattire tutto ad una storia semplice ma in fondo senza sugo, seleziona al contrario da biografie e interviste alcuni particolari che possano rimanere in testa al lettore.

L’unico neo

Anche l’ambientazione storica è fondamentalmente fedele: la descrizione delle difficoltà di una ragazza dell’epoca, i rimbrotti continui della madre, le polemiche sull’abbigliamento delle atlete, l’importanza della figura di Leandro Arpinati per lo sviluppo della pratica sportiva di base nella Bologna di fine anni Venti e inizio anni Trenta… Proprio la “svista” del fatto che nella paginetta dedicata a colui che volle l’edificazione dell’attuale Stadio Dell’Ara non venga nemmeno detto di sfuggita che fosse un potentissimo gerarca fascista ci porta all’unica vera mancanza de L’oro di Ondina, cioè il silenzio circa il rapporto dell’atleta con il regime, che viene sottaciuto praticamente fino al capitolo dedicato a Bologna: il che è storiograficamente grave, perché Ondina Valla e Claudia Testoni iniziarono a fare sport proprio grazie alla scuola fascistizzata in cui anche le bambine dovevano fare attività fisica, e la Bologna di Arpinati fu per qualche anno una specie di Eldorado per le bambine e le ragazzine che avessero questo tipo di aspirazioni. Ben più grave quello che accade nell’ultimo capitolo: prima di parlare dell’effettiva e spudorata strumentalizzazione che il regime fece dell’oro olimpico della bolognese, Tarozzi, immaginandosi un’Ondina imbarazzata a Palazzo Venezia durante il ricevimento dato dal Duce in onore dei vincitori di Berlino, le mette in bocca pensieri del genere: «Avrei voluto dirglielo, a Mussolini: ma come, la donna italiana non doveva essere solo un modello di moglie e madre ideale? Non c’era spazio per l’atleta, nel vostro modo di intendere le cose». Forse, al posto di confondere le idee al proprio giovane lettore, si sarebbe potuto almeno provare a spiegare la complessità e persino la contraddittorietà della Storia, che proprio nella giovane ragazza di Bologna trova un esempio fulgido. È anche per questo, che continuiamo a scrivere e a leggere di lei, dopo tutti questi anni…

Perché leggere L’oro di Ondina di Marco Tarozzi:

Per immergersi nella Bologna in cui crebbe e s’erse la stella sportiva della prima vincitrice di medaglia d’oro olimpica d’Italia.


Titolo: L’oro di Ondina. Il primo trionfo di un’italiana alle Olimpiadi
Autore: Marco Tarozzi
Editore: Minerva
Anno: 2021
Pagine: 75

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