Delusioni e sorprese dei draft NBA 1996-2005

Delusioni e sorprese dei draft NBA 1996-2005: il sottotitolo del (bel) libro di Davide Moroni è il perfetto riassunto di un’opera molto interessante, estremamente dettagliata nella ricostruzione storica e molto scorrevole nella lettura.

Il draft (una delle più grandi differenze, probabilmente, fra lo sport professionistico americano e l’Europa) è proprio questo: una lotteria che regala delusione, ma anche sorpresa, aggiungiamo gioia e, per assurdo, anche rivoluzione, perchè la scelta giusta, nel suo piccolo, può “rivoluzionare” le sorti di una qualsiasi franchigia. Il punto, però, è che i draft sono l’opposto di una scienza esatta, sono il trionfo del dubbio, l’apoteosi dell’ «Ah, se avessimo scelto…». Perché coi giovani è sempre così, essere fenomeni fra i pari età è un conto, diventarlo sui palcoscenici reali dello sport professionistico americano è tutta un’altra storia.

Mai dire draft, dunque, racconta fallimenti non annunciati, miserie di vario genere, ma anche belle sorprese uscite dai draft Nba fra il 1996-2005. Non è propriamente un libro, sarebbe più giusto, forse, considerarlo una sorta di almanacco sportivo: in fondo siamo di fronte a 287 pagine di schede tecniche, ben divise per annata, in cui l’autore racconta le storie di giocatori scesi velocemente dalle stelle… alle stalle, ma anche di quelle scelte che, passate quasi “in incognito”, hanno poi segnato la storia recente della NBA.

Ci sono chicche di vario genere, anche dolorose per chi scrive. A distanza di tanti anni, per esempio, leggere il nome di Qyntel Woods (flop a Portland nel draft 2002) è stato un doloroso ricordo per la sua disastrosa parentesi italiana a Bologna, nella amata (da chi scrive) Fortitudo…

E, tanto per rimanere in ambito bolognese, c’è la storia di Manu Ginobili, visto prima a Reggio Calabria, poi andato alla Virtus ed infine approdato in Nba nel 2002 per fare la… storia di San Antonio (dopo essere stato scelto con un numero altissimo nel draft 1999).

Le curiosità, poi, sono infinite: il povero carneade Potapenko che poi tanto male non avrebbe neanche fatto (e che comunque ha portato a casa 40 milioni di dollari di guadagno) se non fosse che… fu scelto una pick prima di un certo Kobe Bryant…

E come non ricordare Darko Milicic: scelta numero due del draft 2003 da Detroit, c’è chi era pronto a scommettere tutto (me compreso) sul suo successo a stelle e strisce… e infatti fu un flop clamoroso o quasi (un anello vinto da comparsa, comunque 10 stagioni disputate con quasi 53 milioni di dollari guadagnati).

Perché leggere Mai dire Draft di Davide Moroni:

siamo di fronte al perfetto breviario per l’appassionato Nba più… “nerd”, quello sempre in caccia di stranezze, di curiosità, di numeri, quello che, leggendo per esempio la scheda di Austin Croshere ha un flashback: «ecco quel maledetto immarcabile che a Nba Live non riuscivo mai a fermare!».


Titolo: Mai dire draft
Autore: Davide Moroni
Anno: 1a edizione 2016; edizione aggiornata 2020
Editore: Ultrasport
Pagine: 287

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