Michael Jordan. La biografia a fumetti – Wilfred Santiago

La graphic novel dedicata a MJ

di Carlo Necchi

Qualcosa che mancava. Che cosa è abbastanza? Questa è la grande domanda. Che cosa è abbastanza? Se lo chiede Michael Jordan nel fumetto di Wilfred Santiago, dopo aver vinto il terzo titolo NBA consecutivo (1993). E ce lo chiediamo anche noi di fronte all’ennesima opera biografica di MJ, divino giocatore di basket e personaggio trascendente se ce n’è uno. Bastano le sue iniziali per evocare un pandemonio di istantanee, ricordi, collegamenti. Ma cosa può bastare per descrivere, raccontare, spiegare Michael Jordan? Forse niente e quindi, paradossalmente, vale tutto: è giusto provarci in ogni modo nella speranza che il grande mosaico mediatico possa avvicinarsi il più possibile all’essenza del soggetto. Effettivamente mancava il fumetto di Michael Jordan ed eccolo qui, dalla tavolozza di Wilfred Santiago con furore. Il disegnatore portoricano si era già cimentato in un ritratto sportivo con 21: The Story of Roberto Clemente (2011) che racconta un giocatore di baseball prematuramente scomparso.

Parole e immagini. Nel 2015 invece è arrivata in Italia Michael Jordan. La biografia a fumetti, accolta con grande curiosità da critica e appassionati. Sul suo sito web, goodwilfred.com, Santiago dichiara i tre elementi base della narrativa grafica: le parole, le immagini e la completa immersione del lettore per realizzare una “sincronicità unica”. Come vengono declinati questi parametri? Le vignette non lasciano troppo spazio ai discorsi e frequenti sono le onomatopee primarie, quei suoni che abbiamo imparato a conoscere fin da Topolino: è tutto un brrrrp!, thonk!, blam, pow!, tud-tud-tud (il rumore del palleggio), clap clap, slam. Ancor più loquaci sono le immagini che conferiscono al racconto un’emotività spiccata. Il tratto di Santiago è molto dinamico fin dalla sovraccoperta, che cattura una classica schiacciata di Jordan sul campo dei Detroit Pistons (bella anche la copertina vera e propria, rigida e in stile canotta da basket). All’interno il libro offre una sorta di effetto cinepresa: già l’avvio sembra quello di un film con una breve scena introduttiva, poi il titolo schiaffato a tutto “schermo” e quindi l’inizio vero e proprio.

Estetica ed efficacia. Proseguendo l’occhio viaggia rapidamente tra le tavole che rimangono di dimensioni variabili. Il primo capitolo si apre con sfumature di grigio che enfatizzano il passato più remoto di Michael; i colori compaiono dopo qualche pagina, assieme alla prima palla da basket nel classico campetto americano. Per quanto un po’ caotici, i disegni di Santiago non impiegano molto ad imporsi: il contrasto fra tonalità chiare e scure agevola il lettore che potrà scorgere, nel turbinio di immagini stilizzate, una gran quantità di dettagli. Dal punto di vista estetico la missione si può ritenere compiuta: anche alcuni passaggi chiave, come la morte del papà o l’ultimo tiro del 14 giugno 1998, sono trattati col giusto mix di rispetto e creatività. Qualche dubbio in più riguarda l’efficacia del prodotto, stranamente privo di indice e numeri di pagina. In questo fumetto tutto corre veloce e ogni tanto c’è il rischio di non cogliere i nessi, perdere il filo, perciò la lettura sembra più adatta a chi abbia almeno una minima conoscenza della storia. Il contenuto emotivo è però indiscutibile e non dovrebbe lasciarvi indifferenti. Ciliegina sulla torta l’introduzione di Flavio Tranquillo, che non guasta mai.

Perché leggere Michael Jordan. La biografia a fumetti di Wilfred Santiago: perchè è un’esperienza diversa di lettura sportiva; perché unisce la realtà della storia alla fantasia del fumetto; perché l’interpretazione di Santiago è discutibile ma apprezzabile.

Titolo: Michael Jordan. La biografia a fumetti
Autore: Wilfred Santiago
Editore: Edizioni BD
Anno: 2015
Pagine: 190