La storia dell’amicizia tra Platini e Boniek

Enzo D’Orsi e Juventus è una combo che ha pochi eguali nel mondo della letteratura sportiva. Ed il noto cronista di vicende legate al mondo bianconero torna sul luogo del delitto, già analizzato con il libro Gli 11 giorni del Trap, per raccontare una bella storia che nasce all’interno della corazzata juventina. Il libro è il racconto della straordinaria intesa venutasi a creare in quel di Torino a metà degli anni ‘80 tra un francese, Michel Platini, ed un polacco, Zibi Boniek. La coppia di campioni, inseritasi in un gruppo già collaudato e formato in gran parte dagli eroi del Mundial 1982, aveva l’obbligo di portare la Signora sul tetto d’Europa. I racconti di campo sono pressochè noti ai più, ma forse non tutti sanno che tra il “bello di notte“ e “Le Roi Michel” si venne a creare fin da subito una splendida amicizia, ben documentata da D’Orsi nel corso delle pagine del libro. Il giornalista, essendo all’epoca cronista al seguito di Madama, aveva instaurato un rapporto di fiducia con entrambi i giocatori e ciò gli ha permesso di riportare dialoghi verosimilmente avvenuti tra i due protagonisti nel corso della loro parte di carriera trascorsa assieme all’ombra della Mole. Taccuini, ricordi personali ed articoli di giornale costituiscono la base di quello che non è un saggio e neppure un romanzo, ma semplicemente la storia di una vera amicizia.

La drammatica partita dell’Heysel.

Quella maledetta coppa.

Obiettivo di D’Orsi non è certamente quello di onorare la carriera sportiva di Boniek o di Platini, non c’è di certo bisogno di un libro per farlo, piuttosto l’autore riesce nell’intento di dare la giusta contestualizzazione all’intesa a 360° che ebbero i due campioni stranieri in quella Juve: quella del post 1982, quella di Magath, quella del Porto e, purtroppo, quella dell’Heysel. Il libro tratta tutti gli avvenimenti di campo che accadono dall’inizio della stagione sportiva 1982-1983, fino alla burrascosa vicenda che ha riguardato Platini e la sua candidatura a numero 1 della FIFA. Boniek infatti, anch’esso ai vertici dello sport in quanto presidente della federazione del suo paese, ha sempre affiancato l’amico francese anche durante la sua ascesa nella politica pallonara. Il taglio costante è quello di commentare le vicende con il punto di vista dei due protagonisti, direttamente vissuti e conosciuti da D’Orsi: Boniek netto nei giudizi e a tratti impulsivo (anche per essere continuo oggetto di critiche della stampa e di battute taglienti da parte dell’avvocato Agnelli), Platini più serafico e apparentemente distaccato. Per forza di cose l’analisi della sconfitta con l’Amburgo e la tragica vittoria con il Liverpool si prendono la scena all’interno del libro: D’Orsi descrive con dovizia di particolari il punto di vista di Zibi e Michel, quello di una coppa stregata prima e maledetta poi. Platini e Boniek “schiavi” dell’ossessione europea della Juve del Trap e Boniperti e compagni inseparabili nell’avventura della vita, passata da gioie e dolori vissute in campo fino a traguardi ambiziosi e roboanti cadute fuori dal rettangolo verde. Sarò ripetitivo, ma è la storia di una bella e genuina amicizia consumatasi anche, come illustra in maniera efficace la copertina del libro, davanti ad un caffè e fumando una sigaretta.

Perché leggere Michel et Zibi di Enzo D’Orsi:

perché prima ancora che la storia dell’intesa sul campo di due campioni è la storia di un’amicizia strana, ma molto radicata.


Titolo: Michel et Zibi. Gli amici geniali
Autore: Enzo D’Orsi
Anno: 2020
Editore: Edizioni InContropiede
Pagine: 211


Per leggere la recensione de Gli undici giorni del Trap. Atene 1983 di Enzo D’Orsi, clicca qui.


Per leggere la recensione di Non era champagne. La Juve di Maifredi, Montezemolo e Baggio di Enzo D’Orsi, clicca qui.

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