Notturno Jugoslavo – Giulianelli e Frusca

Romanzo di una generazione

di Alberto Coghi

Scrivere un romanzo sportivo non dev’essere cosa facile: il rischio di raccontare una banale storiella avente come sfondo il contesto storico-sociale di questo o quel paese è sempre dietro l’angolo. Al termine della lettura di Notturno Jugoslavo. Romanzo di una generazione si può affermare con assoluta certezza che Emanuele Giulianelli, apprezzato giornalista sportivo romano, e Paolo Frusca, bresciano con la passione per calcio e storia, ne siano usciti alla grande, regalando ai lettori un libro godibile che descrive bene il soggetto oggetto della sua indagine: il calcio balcanico della seconda metà del ‘900. Giulianelli, giunto alla seconda fatica letteraria dopo Qarabag. La squadra senza città alla conquista dell’Europa edito da Ultra Sport nel 2018, e Frusca, spalla di Federico Buffa ne L’ultima estate di Berlino, hanno un obiettivo ben chiaro per il loro libro: descrivere l’incredibile e drammatica particolarità che ha portato i Balcani al centro del mondo ad inizio degli anni ’90. La Stella Rossa, o Crvena Zvezda per essere corretti, il 29 maggio 1991 al San Nicola di Bari vinse la Coppa dei Campioni contro l’Olympique Marsiglia: il punto più alto nella storia del calcio balcanico. Mentre Savicevic e compagni compivano questa grande impresa, in patria regnava il caos a causa delle efferatezze e delle stragi compiute da serbi e croati nazionalisti che volevano prevalere gli uni sugli altri imponendo il proprio potere su tutti i popoli della penisola. L’assurda trama che ha portato queste rette parallele, il calcio e la guerra, apparentemente così distanti tra loro ad arrivare all’apice sostanzialmente in contemporanea, costituisce il punto centrale del romanzo del duo Giulianelli-Frusca.

Un massaggiatore come Virgilio. Ad accompagnare per tutto il libro l’indagine è un soggetto fittizio che di nome fa Aca Mirkovic: storico massaggiatore del Partizan Belgrado e della nazionale jugoslava fino agli anni ‘90. Il personaggio viene introdotto a Giulianelli da un amico, conosciuto sui social network, che considera Mirkovic il soggetto ideale per entrare nelle pieghe del contesto calcistico balcanico. Inizia così una narrazione che parte da capitoli introduttivi dove Mirkovic si issa come voce narrante per raccontare il contesto storico slavo post seconda guerra mondiale, per poi in seguito descrivere il calcio slavo raccontando la sua vita e la sua carriera sportiva. In questo modo sono offerti al lettore tutti gli elementi per poter comprendere i diversi aspetti toccati nelle 230 pagine del suo libro: infatti, oltre alla introduzione storico-politica di Mirkovic, la postfazione, intitolata Orazione funebre per un paese scomparso, ricostruisce sinteticamente la storia della “polveriera balcanica” a partire dall’inizio del ‘900.

La particolare struttura narrativa. Alla parte di intervista e cronaca che Giulianelli mostra di padroneggiare da attento giornalista, è alternata una parte di romanzo costruito intorno alla vita di Mirkovic. L’infanzia e la vicenda drammatica che ha visto protagonista la moglie di Aca sono solo le premesse a quello che è a tutti gli effetti il paradigma di tutto il libro: il rapporto tra Aca Mirkovic ed il figlio. Darko Mirkovic, che si chiama come Pancev, è amico di Jugovic e da giovane era più forte di Piksi Stojkovic, cresce nel contesto dell’odio razziale tra serbi e croati e ebbro di queste idee violente e nazionaliste decide di abbandonare il calcio per arruolarsi nell’esercito serbo. Lo scontro con le idee e la visione tradizionalista del contesto balcanico del padre è duro ed inevitabile: due rette con tanti punti di intersezione che non riescono ad incontrarsi mai. Aca e Darko sono la personificazione delle contraddizioni del mondo balcanico di quegli anni: dove il calcio vincente, figlio di un incredibile melting pot di culture, non ha saputo trasmettere gli stessi valore a delle generazioni che hanno fatto della guerra patriottica il loro unico scopo di vita.

Perché leggere Notturno Jugoslavo. Romanzo di una generazione: perché l’intreccio continuo di tecniche di scrittura quali intervista, cronaca e romanzo riesce alla perfezione nonostante si muova in un contesto spigoloso come il mondo balcanico della seconda metà del ‘900.

Titolo: Notturno Jugoslavo. Romanzo di una generazione
Autore: Emanuele Giulianelli, Paolo Frusca
Editore: Les Flaneurs Edizioni
Anno: 2019
Pagine: 230