Suite 200 – Giorgio Terruzzi

L’ultima notte di Ayrton Senna

di Giacomo Moccetti

Ci sono autori che rischiano. Autori che scrivono un libro senza neppure sapere loro dove andranno a parare, ma lo fanno perché hanno dentro qualcosa da raccontare. Non sanno in anticipo quale sarà il risultato, ma sanno che per fare risultato, come in Formula 1, si deve rischiare. Giorgio Terruzzi ha rischiato, e tanto, scrivendo “Suite 200” (66thand2nd editore). Perché su Ayrton Senna hanno scritto in tanti, perché di Ayrton Senna parlano in tanti, perché di Ayrton Senna si ricordano tutti e soprattutto perché Ayrton Senna è amato ancora oggi alla follia. Si è preso un grosso rischio Terruzzi, ma alla fine ha vinto.

La notte. È il racconto di una notte, “Suite 200”, dell’ultima notte di Ayrton Senna prima della tragica scomparsa nel Gran Premio di Imola il 1 maggio 1994. Una notte che è come un gran premio, ricca di curve, accelerazioni, frenate, fermate ai box, ripartenze e sorpassi. Una notte lunga una vita. L’espediente narrativo scelto dal popolare giornalista italiano è molto semplice: nella suite numero 200 dell’Hotel Castello di San Pietro Terme, dove realmente alloggiò, il pilota brasiliano ripensa a tutta la sua vita. Dal primo kart a 4 anni alle sue storie d’amore, dai successi automobilistici ai rapporti famigliari, fino alle rivalità in pista e alle amicizie fuori dalla pista. È una sorta di processo psicoanalitico quello a cui decide di sottoporsi Senna, che ripercorre mentalmente tutta la sua vita scomponendola, esaminandola, rivivendola.

L’intimità. È un arbitrio quello di Terruzzi, è lui stesso a metterlo nero su bianco: “Forse, in quella suite, non è accaduto niente del genere. O forse è andata proprio così”. Non lo sapremo mai, ma quello di cui è certo l’autore, che il pilota lo conosceva e lo seguiva, è che Senna in quel momento della sua vita era arrivato al punto di “produrre una riflessione profonda sul senso delle corse e della sua vita”. Era insomma tempo di bilanci per un uomo che – come emerge dal libro – era costantemente alla ricerca del senso delle cose. Feroce in pista e feroce nella corsa alla felicità. E una delle qualità della pubblicazione è proprio quella di regalare al lettore un Senna intimo: le sue gesta in monoposto passano in secondo piano rispetto al racconto della sua vita privata. L’autore penetra l’anima di Senna e così facendo pure quella del lettore.

Il lato oscuro. Si badi bene, le 131 pagine del libro non costituiscono un’agiografia del tre volte campione del mondo, anzi. Terruzzi è onesto e trasparente nel descrivere la figura del protagonista facendo emergere anche i lati più oscuri di “Beco” (com’era chiamato in famiglia): i nodi del passato con le storie d’amore vissute con egoismo, così come una ferocia agonistica che talvolta oltrepassava ogni limite, sono parte integrante del ritratto che Senna fa di se stesso nel corso della lunga notte. Non è facile racchiudere una vita intera in poco più di un centinaio di pagine, e certamente vi sono fatti e argomenti che il lettore potrebbe voler approfondire, ma è completa l’opera curata come sempre ottimamente da 66thand2nd. C’è spazio per la rivalità con Alain Prost, per l’amicizia con Gerhard Berger e per l’intenso percorso di fede. C’è tutto, tratteggiato con sincerità, tenerezza e schiettezza.

Mamma Neide aveva cresciuto il figlio Ayrton con un insegnamento: “se lo fai, fallo bene”. Lo ha imparato evidentemente anche Terruzzi, che questo libro lo ha fatto, e lo ha fatto bene.

Perché leggere Suite 200: Per trascorrere una notte in compagnia di Ayrton Senna, conoscerne fragilità e virtù, e diventarne amici.

Titolo: Suite 200
Autore: Giorgio Terruzzi
Editore: 66thand2nd
Anno: 1a edizione 2014, aggiornamento 2019
Pagine: 138