Silvio Berlusconi, la tv, il calcio, la politica e l’ombra della P2

Se c’è un merito indiscutibile della letteratura sportiva, questo è che ha aiutato a comprendere come non ci si possa limitare a considerare lo sport un’arte atletica fine a se stessa, bensì un “movimento” pienamente inserito nella storia e leva di comprensione della stessa. In quest’ottica, il calcio gioca ovviamente un ruolo sovrano, essendo lo sport più diffuso al mondo da almeno un secolo a questa parte. E se c’è un libro che lo spiega bene, questo è Tutta colpa del Mundialito (Bradipolibri, 2021, pp. 240) di Andrea Bacci, autore prolifero e uno dei maggiori esperti di storia del pallone e dei legami tra sport e politica.

Cosa fu il Mundialito.

L’opera si concentra su una manifestazione che ebbe luogo a cavallo tra la fine del 1980 e l’inizio del 1981 in Uruguay, la Copa de Oro, ben presto ribattezzata dai media Mundialito poiché tesa a omaggiare il mezzo secolo dalla prima Coppa del Mondo. Vi parteciparono le nazionali che, fino a quel momento, avevano vinto almeno un Mondiale, tra cui anche l’Italia dunque, più l’Olanda, finalista delle ultime due edizioni e sostituta dell’Inghilterra, che rifiutò l’invito (per l’eterno sentimento di superiorità provato dai calciofili della terra d’Albione, che neppure i verdetti della storia hanno saputo cancellare).

Il Mundialito avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una nuova era per il calcio delle nazionali, improntata anche sullo spettacolo, ma si rivelò un flop. Un po’ per la sua collocazione temporale (tra dicembre e gennaio, con i campionati pienamente in corso e ad appena 18 mesi dal via dei Mondiali di Spagna del 1982), un po’ perché, semplicemente, il calcio fu solamente utilizzato come mezzo per raggiungere fini più grandi, seppur meno nobili.

Cosa c’era dietro il Mundialito.

Ed è qui che entra in gioco il fascino di Tutta colpa del Mundialito, perfettamente esposto dal sottotitolo: «Silvio Berlusconi, la tv, il calcio, la politica e l’ombra della P2». Un pot-pourri di temi che rappresentano la costellazione di interessi tangenti che toccò quella manifestazione. La quale, sebbene sia stata, senza troppi rimpianti, chiusa nel dimenticatoio della storia del pallone, ha invece lasciato strascichi pesanti sulla politica e sulla società del tempo.

Del resto, il Mundialito fu organizzato dall’Uruguay con un preciso intento: rafforzare la dittatura militare allora in vigore nel Paese sudamericano, sulla falsariga di quanto avvenne due anni e mezzo prima in Argentina. Dato il presupposto, non ci si poteva certo aspettare granché… Bacci, però, nel suo libro analizza e racconta soprattutto i contraccolpi che il Mundialito ebbe all’interno del nostro, di Paese. I cui echi si percepiscono ancora oggi. I primi passi di Berlusconi nel mondo della comunicazione, i giochi di Palazzo, gli intrallazzi massonici di Licio Gelli & Co., che quando vennero a galla parvero dover sconquassare l’universo intero e di cui, invece, ancora oggi sappiamo ben poco.

Un libro pieno di spigoli.

Bacci ha l’indiscutibile merito di aver scandagliato un momento storico ancora immerso nella melma; troppo vicino, forse, per poter giovare della neutralità d’analisi che solo il tempo può regalare, ma sul quale, sicuramente, c’è anche scarsa volontà d’indagare. Si percepisce l’enorme mole di lavoro di ricerca dell’autore e va elogiata anche la sua abilità da equilibrista nel camminare sul sottile filo che lega insieme le tante storie toccate dal libro.

Ma, per l’appunto, si tratta di un filo sottile, dal quale il lettore (meno abile di Bacci) rischia spesso di cadere. Perdendosi così tra fatti e nomi, tra date e avvenimenti. Tutta colpa del Mundialito è indubbiamente un libro importante, “pesante” nei temi, interessante, ma che richiede anche un’attenzione di lettura non banale. Il che non è affatto un difetto, ma lo rende un libro spigoloso e tagliente. Più saggistico che narrativo.

Perché leggere Tutta colpa del Mundialito di Andrea Bacci:

perché accende una luce su un momento storico del nostro Paese che sarebbe anche ora di tirare fuori dall’ombra.


Titolo: Tutta colpa del Mundialito
Autore: Andrea Bacci
Editore: Bradipolibri
Anno: 2021
Pagine: 240

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