L’autobiografia dell’ex difensore ner-azzurro

Questo libro ha un merito straordinario: fa sorridere. Parla di una persona passata da poco a miglior vita e fa sorridere. Parte presto con un esortativo «testa di c…» di Boninsegna e continua tra barzellette e battute fulminanti raccontate da un letto d’ospedale, dove Mauro Bellugi ha passato gli ultimi mesi di vita, l’ultimo Natale (con un cappello da renna in testa per parlare con moglie e figlia in videochiamata). È un lascito post-mortem, con l’aiuto di Andrea Mercurio, di chi aveva gioia di sognare ancora un futuro, senza gambe ma ridendo. Come ha sempre fatto, in ogni fase della vita. Godendosela. 

La filosofia del toscanaccio.

Finché ha potuto, Bellugi ha vissuto. Da calciatore, imprenditore, opinionista tv. Da padre e marito innamorato, prima ancora da viveur coi maglioni rosa e la pelliccia addosso, nell’armadio insieme ai dieci sombreri portati dal Messico. Un amante del bello, dell’eccesso nello star bene con se stessi. Il racconto in prima persona passa in rassegna tutte le versioni conosciute dell’uomo e del personaggio. La gioventù scagliata col pallone contro un muro a Buonconvento, la Milano a colpi di spese coperte coi soldi di papà e nonna, i successi all’Inter prima di un addio controvoglia, epilogo da naso storto in una squadra che continuerà ad amare anche dopo.
Le passioni: donne, competizione, bella vita, ballare. Anche col bacino rotto. Divertendosi e divertendo chi gli sta attorno e coglie la parte migliore dell’imperituro guascone, che straborda ma ha valori a cui non deroga e ricorda i Bordon come i Pablito Rossi, chi ne subisce la verve e chi la accompagna. Quasi si scusa per le chitarre suonate alle tre di notte tornando dalle trasferte.
L’uomo che scrive è una persona in pace coi propri difetti. Non rimpiange, pur correggendosi. Sa di essere amato dalla moglie Loredana e dalla figlia Giada per quello che ha dato, per la vita che si è preso.

Perché leggere Tutto d’un pezzo di Mauro Bellugi:

Il libro è un trattato sul modo migliore di arrivare al giorno peggiore. Rifugge l’idea del buio come unico orizzonte dopo un dramma come la perdita degli arti inferiore, strumento di lavoro prediletto per chi ha giocato per tanti anni in Serie A e anche per chi in tarda età mulina per il gusto di una bachata con la moglie. Insegna a non prendersi troppo sul serio e a fare sul serio laddove serva per puntare in alto. Mette di buonumore, leggere delle “imprese” trasversali compiute in diverse vesti. Per questo il libro scivola. Finisce presto e resta come la persistenza di un rosso corposo. E costoso, ça va sans dire.


Titolo: Tutto d’un pezzo
Autore: Mauro Bellugi (con Andrea Mercurio)
Editore: pienogiorno
Anno: 2021
Pagine: 192

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