Un Capitano – Francesco Totti

Di una leggenda non ci resta che il ricordo. E un libro, in prima persona.

di Andrea Rossetti

È stato il libro (sportivo) del 2018. L’hype che lo ha preceduto è sfociato in un successo ai “botteghini” prevedibile ma non per forza scontato. Un Capitano, biografia della leggenda giallorossa Francesco Totti edita da Rizzoli, è un libro che parte e scorre sul filo, forse un po’ banale ma certamente interessante, di una domanda: cosa devi fare per essere degno di un amore così folle, così assoluto, così esagerato?

Un talento timido. Come spesso capita in casi di biografie di grandi campioni dello sport, il racconto sfocia in un romanzo di formazione. In questo caso, buona parte del merito della scorrevolezza della narrazione è da attribuire alla penna che si è occupata di mettere ordine nella vita di Totti, ovvero Paolo Condò, storica firma del giornalismo sportivo italiano, ex inviato de La Gazzetta dello Sport e oggi opinionista di Sky. C’è il Totti di via Vetulonia (che in realtà scopriremo non essere mai cresciuto, per certi versi), pischelletto col pallone sottobraccio che si divertiva a sbertucciare i ragazzi più grandi a “paperelle” (un tiro al bersaglio, praticamente); lo stesso timidone che, davanti ai riconoscimenti del suo talento, avrebbe voluto sparire sotto il campo.

Un libro emozionale. La Fortitudo, la Lodigiani, i rimbrotti di mamma Fiorella, quel faccia a faccia, ad appena dodici anni, con Ariedo Braida che voleva portarselo al Milan. No, non ci andò nella nebbiosa Milano. Lui sognava la Roma. Voleva la Roma. E si è preso Roma. Nella scala che va da zero a Open (la biografia di Agassi che ha, di fatto, cambiato totalmente l’universo della letteratura sportiva moderna), Un Capitano si piazza perfettamente a metà. E non perché non sia degno di essere annoverato nella letteratura “alta”, ma perché è un’altra cosa. È una dichiarazione d’amore di Totti al calcio, il suo grande amore, uno di quelli che ti spieghi come sia possibile che venga ricambiato. Er Pupone (soprannome che ammette candidamente di aver a lungo mal sopportato) si domanda, tra le righe, perché proprio lui. Perché tutto quel talento che sfocia in una reverenza quasi religiosa, nei suoi confronti, da parte della tifoseria. È un libro che manca di drammaticità ma straborda emozionalità.

Meglio fuori dal campo che in campo. Gli aneddoti calcistici sono, ovviamente, tantissimi. Molti simpatici e succosi, altri un po’ di contorno. Ma la vera anima del libro risiede nei passaggi più intimi. Nei ricordi e nei pensieri dell’uomo più che del numero 10 (se poi è davvero possibile scindere le due personalità). È molto bello scoprire, ad esempio, il rapporto di Totti con Roma, la sua città. Lui, abituato fin da bambino alla strada e alla socialità di quartiere, “costretto” a non poter più andare in giro senza essere letteralmente assalito dall’amore della sua gente. Ne è contento, orgoglioso, ma allo stesso tempo traspare un umano fastidio di cui quasi prova vergogna. È in queste pieghe più lontane dal rettangolo verde che, in realtà, Un Capitano si compie.

C’è a chi piace e a chi no. Che sia un libro che merita di essere letto è indubbio. Anche soltanto per un motivo: divide. Come il Totti calciatore. C’è chi leggerebbe Un Capitano in loop, in continuazione, e chi, invece, ne è rimasto deluso per il “miele” (forse è un po’ tanto in effetti, sì) che trasuda. La scrittura è pulita, deromaneschizzata. Un peccato per alcuni; il giusto stile per un romanzo elegante per altri. Calcisticamente parlando, la biografia di Totti non è un gol da quaranta metri, ma un passaggio filtrante no look, un gesto tecnico di un istante in novanta minuti più recupero. È, insomma, quel che Totti è stato per la Roma.

Perché leggere “Un Capitano” di Francesco Totti: perché vi sembrerà di stare in motorino con lui, «ovviamente col casco integrale, e spiare la felicità della mia gente. La notte più bella della mia vita e della vita di tanti che mi viaggiano accanto, e non s’immaginano chi ci sia sotto quel casco». Ma noi sì, lo sappiamo.

Titolo: Un Capitano
Autore: Francesco Totti e Paolo Condò
Editore: Rizzoli
Anno: 2018
Pagine: 499