The “Rumble in the Jungle” a fumetti

Quello che successe il 30 settembre 1974 a Kinshasa è perlopiù noto agli appassionati di sport. Nella capitale dell’ex Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo) si disputò uno dei match di pugilato più seguiti di sempre, il cosiddetto Rumble in the Jungle, la “Rissa nella giungla”. A fronteggiarsi furono due americani, Muhammad Ali e George Foreman, che all’epoca avevano rispettivamente trentadue e venticinque anni. In palio, davanti a circa sessantamila spettatori, la corona dei pesi massimi, in pratica il titolo di miglior pugile del mondo. Già molto si è scritto e detto su quel match, un evento che ha fatto la storia dello sport e forse non solo. E come per tutte le grandi vicende, non è mai troppo tardi per una rivisitazione, magari in una veste “alternativa” come può essere quella dei fumetti, o della graphic novel come si dice in gergo. In questo caso, Panini Comics ha confezionato un prodotto di prima qualità (non certo un caso, per la mitica casa editrice modenese), ottimo come regalo per un appassionato di boxe o di sport in generale.

Il fotografo.

Si tratta di un libro di centosessanta pagine in formato 21×28 centimetri: le dimensioni di un Asterix o di un Tintin, per intenderci. La copertina è cartonata e ci offre un anticipo del contenuto: metà foto, metà fumetto. Le fotografie sono quelle di Abbas Attar (abbasphotos.org), artista iraniano nato nel 1944 e morto nel 2018, a settantaquattro anni. Nel settembre del ‘74, Abbas fu inviato in Zaire dal settimanale francese Jeune Afrique, e si ritrovò dunque in prima fila, a bordo ring, per documentare l’attesissimo incontro pugilistico. I suoi preziosi scatti (ventisette in tutto) sono stati inseriti all’interno di questo libro-fumetto, in cui uno dei protagonisti è proprio lui, Abbas. È sua la voce narrante e ciò permette al lettore di potersi immaginare lì, a pochi metri dai due contendenti. Le foto accompagnano bene il racconto: non si prendono troppo la scena (a parte quelle a tutta pagina) ed anzi a volte quasi sfuggono all’occhio, che cerca più naturalmente le tavole disegnate.

Osservato e osservatore.

I fumetti funzionano: sono comprensibili ed efficaci nel rendere sia le situazioni statiche che quelle più dinamiche. Merito del disegnatore Rafael Ortiz, che pure non era stato la prima scelta, come potrete scoprire leggendo. L’architetto di tutta l’opera è invece Jean-David Morvan, francese già conosciuto per la serie Spyrou e Fantasio, arrivata anche in Italia come cartone animato. Morvan ha scritto i testi di Kinshasa 1974 e ha voluto coinvolgere Abbas, il fotografo, incontrandolo e ponendolo al centro del progetto. Questo libro infatti non si limita ad accostare le foto ai fumetti, ma vuole raccontare un evento a partire dall’artista che lo ha descritto. La sfida tra Ali e Foreman diventa dunque il punto di partenza ma non quello di arrivo della storia: la narrazione si stacca più volte dal momento centrale (il combattimento) per poi concludersi con Abbas, e non un pugile, al centro della scena. E per non rischiare che la battaglia sul ring possa in qualche modo perdere di pathos, ci sono le foto che rimandano quasi tutte ad essa. Il che conferma come i protagonisti dell’opera siano due: l’osservato speciale, che si prende il titolo, ma anche il suo speciale osservatore.

Perché leggere Muhammad Ali: Kinshasa 1974 di Abbas, Jo Morvan, Rafael Ortiz:

perché un fumetto fatto bene… fa sempre bene; per vivere, o rivivere, un grande evento sportivo da un punto di vista originale.


Titolo: Muhammad Ali: Kinshasa 1974
Autore: Abbas, Jean-David Morvan, Rafael Ortiz
Editore: Panini Comics
Anno: 2022
Pagine: 136

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