Muhammad Ali, La Vita – Jonathan Eig

La biografia di Muhammad Ali

di Carlo Necchi

Ring immaginario. Danzare, saltellare, ronzare attorno all’avversario: forse questo, più di altro, ha reso Cassius Clay alias Muhammad Ali un pugile così unico. E questo, se il parallelismo ci è concesso, rende il libro di Jonathan Eig (edizioni 66thand2nd) così profondo. Il giornalista americano, che con quest’opera si è aggiudicato lo Sports Book Award 2018, è salito su un ring immaginario e ha cominciato a muoversi attorno al suo soggetto, ritraendolo in 56 riprese (pardon, capitoli) brevi e variamente sfumate, allungando qualche commento personale ma affidandosi più spesso alle testimonianze. Un mare di testimonianze. Ma veniamo al possibile problema: siamo alle prese con 751 pagine, di boxe e non solo. Quasi più un manuale di storia che un libro di sport. Ci chiediamo: può la lunghezza -e magari anche il prezzo- del testo ostacolarne la lettura, o intimidire l’acquirente?

Ricostruzione sontuosa. Siamo ampiamente oltre la normale lunghezza di una biografia sportiva: per dire, le due riunite di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, curate dallo spagnolo Guillem Balague, sommano assieme 771 pagine, mentre Mike Tyson e Larry Sloman si sono “fermati” a quota 633 con True. Muhammad Ali, la vita appartiene quindi di diritto alla categoria “mattoni”, i pesi massimi della libreria. D’altronde non mancano i motivi per tentare la scalata, a partire dai meriti dell’autore che si è documentato in maniera clamorosa, rintracciando personalmente familiari ed amici del pugile e rivolgendosi a numerosi tra esperti del settore ed addetti ai lavori. Cosa che gli appassionati di pugilato non potranno che apprezzare. Menzione doverosa alla traduzione di Lorenzo Vetta, perché trasporre il tutto in un italiano incalzante e coinvolgente non dev’essere stata una passeggiata. Aggiungeteci anche la soddisfazione di vedere il segnalibro solcare i capitoli, avanzando in quel mare d’inchiostro fino alla boa di metà libro -un bell’archivio fotografico- e poi ancora verso il traguardo finale.

Invito irrinunciabile? Dunque, fermarsi di fronte all’imponenza -o al prezzo- del tomo rischia di essere un peccato: la tavola di Jonathan Eig è riccamente imbandita per tutti, profani compresi. I diversi lati del campione, sportivi e non, vengono ritratti con una dovizia di particolari esagerata, i personaggi incontrati o citati lungo il percorso sono tantissimi ma i momenti di potenziale confusione risultano rari, mentre l’ordine cronologico della narrazione aiuta a non perdere la bussola. L’autore sforna una valanga di aneddoti, in maniera forse un po’ ripetitiva, e ricostruisce nel dettaglio quasi tutti i match di Ali: soprattutto in due dei tre scontri con Joe Frazier, la “Battaglia del secolo” del ’71 e il “Thrilla in Manila” del ’75, sembra di sentire l’odore del sangue. Insomma, è come se Eig vi invitasse a salire sul quadrato insieme a lui, per volteggiare attorno a Muhammad Ali ed osservarlo in azione: vorrete mica dirgli di no?

Perché leggere Muhammad Ali, la vita di Jonathan Eig: per avere una ricostruzione maniacalmente accurata della vita di Ali; per rivivere da bordo ring alcuni dei suoi match più leggendari; per sentir parlare chi lo ha conosciuto bene; per decidere se amarlo oppure detestarlo.

Titolo: Muhammad Ali, la vita
Autore: Jonathan Eig
Editore: 66thand2nd
Anno: 2019
Pagine: 751