L’avventura dello Special One a Roma

José Mourinho, uno degli allenatori più blasonati della storia del calcio, è una persona divisiva. Arrogante, sprezzante, provocatore per alcuni. Geniale, affascinante e magnetico per altri. Nel libro Diventare Mourinho, il giornalista Ivan Zazzaroni si schiera elencando i mille e più motivi per i quali è dalla parte dell’allenatore portoghese. Benché la sua entusiastica analisi della discussa personalità di Mou sia tutt’altro che superficiale e acritica, non gli risparmia elogi, apprezzamenti, aperture di credito. Spalmate per l’intero fluire del libro, ma soprattutto riassunte e concentrate in un paio di capitoli che tratteggiano l’uomo insieme allo sportivo, il suo carattere insieme alle strategie psicologiche da lui utilizzate nel gestire lo spogliatoio e ottenere risultati. Il capitolo 4 («L’attualissimo») e il capitolo 8 («L’arte del successo») sono centrali e illuminanti per la comprensione di un personaggio unico e singolare. “Speciale”, per citare ciò che ebbe a dire di se stesso ad inizio carriera, con la sua ben nota immodestia.

I Mejo.

Zazzaroni precisa che ha voluto scrivere una sorta di “diarioromanzo”, ambientandolo in un bar della periferia romana in cui il titolare e alcuni bizzarri avventori sono testimoni e vivaci commentatori dell’avventura di Mourinho nella Capitale. Fin dall’inizio: l’annuncio dell’ingaggio, l’arrivo in città, la presentazione. Dagli alterni risultati in campionato alle delusioni, dal riaccendersi delle speranze all’apoteosi finale, con la vittoria della Conference League. Le sensazioni e i commenti dei frequentatori del locale (“I Mejo”) sono gli stessi di tutti i tifosi romanisti. Perplessità, rumoreggiamenti, insinuazioni, aspre critiche nel vedere la Magica non decollare e il suo mister non incidere. Ma verranno poi le rimonte, le euforie per i passaggi di turno in ambito europeo e la vittoria finale a far scattare l’amore. E il bar, manco a dirlo, diventerà “Bar Mou”. Simpatico lo stratagemma letterario di questo “ritrovo popolare”, osservatorio, polso e termometro del gradimento (o meno) della tifoseria nei confronti della squadra e del tecnico. L’autore ha così modo di scrivere con schiettezza degli umori degli spalti e dello scetticismo di molti addetti ai lavori. E al tempo stesso ribadisce l’ostinata fiducia per Mourinho da parte della presidenza americana.

Indomito stratega.

Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport e personaggio radio-televisivo, nel suo lavoro descrive le partite chiave del cammino della Roma, sia in campionato che nella Conference League. Sottolineando l’impronta che José è riuscito a imprimere nei suoi giocatori. Lui, che a detta di tutti aveva a disposizione una rosa al di sotto delle aspettative e delle ambizioni, non attrezzata per raggiungere gli obiettivi prefissati di riscatto, è riuscito ancora una volta a compattare il gruppo e motivarlo per raggiungere traguardi “impossibili”. Dimostrando di essere un vero leader e un grande stratega, mentre una parte della stampa lo considerava sul viale del tramonto dopo l’amara esperienza inglese con il Tottenham, dove ha addirittura subito l’onta dell’esonero. Si è invece rimesso in gioco, ricominciando proprio in Italia (dove una decina di anni prima aveva vinto tutto), sfidando il suo passato e gli inevitabili confronti con la precedente esperienza interista. Tutt’altro che in disarmo, dunque. Identico carisma, identico ascendente ed identica forza comunicativa, lucida e spiazzante.

La “formula della vittoria”.

L’ultimo capitolo («Ventidue Special»), chiudendo la parte descrittiva della seconda avventura italiana di Mourinho, propone una rassegna (sintetica ma esaustiva) della sua pluriventennale carriera di coach brillante e vincente. Anno per anno, conquista per conquista, coppa per coppa. Testimonianza di un curriculum unico e di valore assoluto. Frutto di uno specifico metodo di lavoro: ossessione per la perfezione, pressione smisurata, capacità di creare gruppo e affiatamento, richiesta di dedizione totale alle sue teorie. Una vera e propria “formula della vittoria”, da lui applicata un po’ ovunque. Anche in riva al Tevere. Basata su un assioma evidente e inequivocabile: la convinzione e la determinazione sono necessarie per affrontare qualunque impresa. Per superare e sconfiggere per prima cosa i propri limiti, ed essere poi in grado di accettare e affrontare ogni tipo di sfida. Provando a vincerla.

Perché leggere Diventare Mourinho di Ivan Zazzaroni:

per la convincente descrizione della complessa personalità di un grande uomo di sport; per la comprensione delle sue strategie di allenatore, motivatore e comunicatore; per approfondire l’impatto che Muorinho ha avuto su Roma e sulla Roma.


Titolo: Diventare Mourinho
Autore: Ivan Zazzaroni
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2022
Pagine: 249

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