True – Mike Tyson

Una vita al limite, sia dentro che fuori dal ring

Se per caso siete stati conquistati da Open, l’ormai celeberrima biografia dell’ex tennista André Agassi (vivamente suggerita!), il vostro prossimo libro potrebbe essere True ovvero la storia di Mike Tyson, ex campione del pugilato. Consiglio rivolto anche a coloro che, come chi scrive, avessero poca familiarità con la boxe. A maggior ragione, costoro potrebbero portarsi appresso un’idea superficiale di Tyson, a metà tra lo stereotipato e l’indifferente, magari quella di un bruto che ogni tanto ne combinava una grossa come mordere un orecchio ad un rivale, oppure finire in carcere per presunto stupro.

Ecco: qualunque sia la vostra posizione di partenza o l’esperienza in materia, il testo in questione smuoverà quasi certamente qualcosa. Anzitutto un’avvertenza, questa invece per i più appassionati: le oltre 600 pagine del libro offrono pochi spunti strettamente tecnici. Del pugilato in sé si parla poco, se pur in termini molto interessanti: Tyson ripercorre molti dei 58 incontri disputati da professionista (50 vinti, 44 dei quali per KO) ma in maniera più spiccia; è anche vero che spesso, la ferocia e l’abilità sul quadrato hanno permesso al pugile newyorkese di sbrigarsela in poche riprese (ne sono previste massimo 10), se non addirittura in manciate di secondi.

I combattimenti, che pure hanno consacrato Tyson come uno dei migliori interpreti della storia, risultano la punta dell’iceberg: con l’aiuto dello scrittore Larry Sloman, ‘Iron Mike’ accetta di portarci dietro le sue quinte personali, mostrandoci cosa c’era dietro e dentro le botte, i morsi, il presunto stupro ma anche le risse, le conferenze stampa show, i camei in televisione o i figli sparsi tra donne diverse. Ne scaturisce un libro lungo ed appassionante, infarcito di parolacce e sproloqui ma anche ricco di riflessioni profonde e stimolanti, ancorché un po’ caotiche. Come sul ring, Tyson non si risparmia: la ricostruzione della sua vita spericolata si cala fin nei dettagli della quotidianità più sozza, passando in rassegna i rapporti umani significativi (non necessariamente costruttivi) e quelli più numerosi e controversi con l’universo femminile.

Alla prima categoria appartengono certamente due nomi: quelli dell’italo-americano Cus D’Amato, mentore sportivo e non solo del giovane Mike e di Marilyn Murray, esperta terapista incontrata dopo la carriera da pugile; menzione d’obbligo anche per un’altra fanciulla, Kiki Spicer, il porto dove l’uragano sentimentale di Tyson sembra aver trovato un minimo di pace. In loro l’ex belva del ring ha rintracciato quella famiglia che per vari motivi gli era mancata in gioventù. Se dunque avrete la pazienza di accompagnare il protagonista nel suo viaggio a ritroso, siamo certi che non ve ne pentirete. E che nonostante tutto (e troverete proprio di tutto), chiudendo il libro augurerete a Mike Tyson tutto il bene del mondo.

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